Lipotimia, Svenimento o Sincope: cosa fare?

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La sincope si ha quando la persona perde coscienza e cade a terra, se sta in piedi (si risolve in tempi brevi); la pre-sincope o lipotimia è in pratica la stessa cosa ma in forma molto più leggera, senza dunque perdita completa della coscienza e non comporta la caduta a terra.

Lipotimia (pre-sincope)

Sensazione di inaspettata debolezza, senza perdita di coscienza, stordimento, ronzii alle orecchie, dovuti in genere ad una temporanea riduzione dell’afflusso di sangue al cervello per varie cause o per una riduzione della frequenza cardiaca, prende il nome di lipotimia (o pre-sincope). Si manifesta con un senso di malessere, vertigini, nausea, vista annebbiata.
La pelle è fredda, pallida e sudata; il polso è lento e debole.

Possibili cause
  • Forte stress;
  • Soggiorno in luoghi molto affollati o in presenza di elevate temperature;
  • Insolazione;
  • Sforzo eccessivo;
  • Abbassamento della pressione arteriosa;
  • Patologie concomitanti (disturbi di tipo cardiaco e del circolo cerebrale, anemia, ecc.);
  • Stanchezza;
  • Emorragie;
  • Calo ipoglicemico.
Primo soccorso aziendale

La lipotimia, così come situazioni di sincope, sono fenomeni piuttosto frequenti sul posto di lavoro. Le aziende devono essere pronte ad affrontarli.
In particolare, in caso di lipotimia:

  1. La persona va sostenuta, per evitare che cada a terra;
  2. Allontanare la folla per consentire una migliore respirazione;
  3. Stendere l’assistito a terra e sollevare le gambe;
  4. In caso di sensazione di vomito, metterla nella posizione laterale di sicurezza;
  5. Togliere eventuali indumenti stretti che potrebbero creare senso di soffocamento (cinte, cravatte, ecc.).

Si fa presente che il concetto di primo soccorso è fondamentale ai fini preventivi nelle aziende, come importante strumento per la tutela della sicurezza dei lavoratori.
Mettere in sicurezza il posto di lavoro è un obbligo del Datore di Lavoro e dei Dirigenti, che devono incaricare e formare uno o più lavoratori addetti all’assistenza dell’infortunato in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente (D.lgs.81/08).
Questi dovranno frequentare appositi corsi di primo soccorso obbligatori.
Verranno scelte persone dotate di buona capacità di autocontrollo, affrontando situazioni di emergenza. Al termine del corso verrà conseguito un attestato valido su tutto il territorio nazionale.
I contenuti della formazione consentono di riconoscere e saper gestire al meglio le principali criticità riguardo la salute delle persone; si potrebbe infatti trattare di un intervento a seguito di un infortunio sul lavoro o di un malore improvviso. Questi piccoli ma importantissimi interventi non possono sostituirsi a quelli del personale medico ma a volte consentono di salvare una vita. Si ricorda che le persone già formate dovranno partecipare a corsi di aggiornamento di primo soccorso ogni tre anni.

Sincope

La sincope, comunemente nota come svenimento, può far seguito alla lipotimia. Si manifesta con perdita di coscienza, cosa risolvibile in genere in breve tempo.
È dovuta ad uno scarso afflusso di sangue al cervello, in alcuni casi anche a causa di problemi cardiovascolari o di tipo neurologico.
È consigliabile sentire il parere del proprio medico per escludere che ci sia qualche problema di salute. Si ha dunque un’alterazione delle funzioni cerebrali in genere momentanea, ma che in rari casi può essere l’inizio di danni molto gravi per la nostra salute. È un episodio piuttosto frequente nei giovani: spesso si tratta di un evento isolato.
Qualora si manifesti in una persona anziana, potrebbero esserci a monte delle cause più serie da individuare (malattie importanti).

Cosa fare
  1. Sorreggere la persona;
  2. Controllare il polso e la respirazione;
  3. Allontanare eventuali persone presenti che sono troppo vicine alla persona;
  4. Sollevare le gambe.
Errori da evitare
  • Non dobbiamo somministrare acqua perché la persona è incosciente e potremmo rischiare di soffocarla;
  • Mai dare alcolici: fanno da vasodilatatori, andando ad abbassare di conseguenza la pressione sanguigna (arriverà ancora meno sangue al cervello);
  • La persona non può alzarsi immediatamente: potrebbe risvenire.
Classificazione delle “sincopi”
  • Sincopi indeterminate: sono quelle che, nonostante tutti gli accertamenti sanitari possibili effettuati, non sono riconducibili a nessuna particolare causa.
  • Sincopi non cardiovascolari: sono dovute a patologie del sistema nervoso, ad esempio generate da un attacco epilettico. In quest’ultimo caso il soggetto cade a terra ed avverte delle convulsioni, che possono essere responsabili di traumi o del cosiddetto “morso della lingua”. Lentamente poi verrà ripresa la coscienza.
    Questo tipo di sincope può essere dovuto ad un attacco ischemico transitorio (TIA), oppure ad uno scarso afflusso del sangue che interessa una sola parte del cervello (riguarda spesso le persone anziane con pressione alta e può durare anche alcune ore).
  • Sincopi cardiovascolari: sono molto comuni e dovute ad uno scarso afflusso di sangue che interessa tutto il cervello, per via della riduzione della gittata cardiaca. Quest’ultima è il prodotto della gittata sistolica (apporto di sangue espulso dalla contrazione del ventricolo sinistro) per la frequenza cardiaca. Si fa presente che aritmie cardiache potrebbero recare una pre-sincope o una sincope; dunque il soggetto avverte delle forti palpitazioni.
Sincope vasovagale

Si tratta di una tipologia di sincope dovuta ad un aumento del tono vagale; quest’ultimo è l’attività del nervo vago che costituisce il sistema nervoso autonomo, non direttamente controllabile dall’uomo.
Il nervo vago è dunque responsabile ad esempio della sensibilità gastrointestinale e dell’attività cardiaca e polmonare.
La perdita di coscienza è dovuta ad un brusco abbassamento della pressione sanguigna (ipotensione) e dal rallentamento del ritmo cardiaco (bradicardia), ma in genere dura pochi minuti.
Tutto ciò potrebbe dipendere da un cambio improvviso di umore, dunque potrebbe essere associato a forti emozioni, dolore o spavento. In alcuni soggetti è dipeso dalla vista del sangue.
Anche la fame o l’affaticamento possono fare brutti scherzi; talvolta il disturbo può essere un effetto collaterale associato all’uso di specifici farmaci, come il miorilassante tiocolchicoside.
Interessa i grandi ma soprattutto i giovani e può rappresentare un vero e proprio disturbo se si manifesta spesso, andando ad incidere sulla vita quotidiana.
Potrebbe infatti subentrare la paura della ricomparsa di nuovi episodi, cosa che comporta anche la modifica del proprio stile di vita, ad esempio, evitando il più possibile di mettersi alla guida di veicoli, riducendo le uscite o addirittura abbandonando il lavoro nei casi più gravi.
La paura è dettata dall’imprevedibilità della sincope vasovagale, che non premette a chi ne è affetto di reagire con qualche manovra preventiva.
In simili situazioni, ci vuole veramente poco a cadere in sindromi ansiose e/o depressive.
Per i giovani non c’è da preoccuparsi, ma la situazione è ben diversa per gli anziani, in quanto potrebbero esserci di base delle alterazioni del sistema nervoso. Diversi studi attestano che la sincope vasovagale potrebbe trattarsi di un meccanismo di difesa che il nostro corpo mette in atto a protezione del cuore, quando si trova in situazioni particolari; si viene a creare una situazione di pausa da parte del cuore che va a ridurre il consumo di ossigeno, migliorando il riempimento diastolico e la circolazione coronarica.
Come riconoscerla? Per capire se il paziente è affetto dalla sincope vasovagale, questo dovrà riferire allo specialista tutte le informazioni riguardo gli episodi che si sono verificati.
Nello specifico, dovrà riferire i sintomi avvertiti prima di perdere la coscienza, il tempo di ripresa e la situazione in cui si è verificato il malessere.
Il medico potrà dunque servirsi di altri mezzi per una diagnosi più accurata:

  • analisi del sangue;
  • elettrocardiografia;
  • ecocardiografia;
  • Holter ECG;
  • Holter pressorio;

Nei pazienti in cui la sincope vasovagale è piuttosto frequente si può ricorrere al trattamento farmacologico (anche se non ne esiste uno specifico in merito); le dosi e le modalità devono essere prescritte dal medico. Un altro rimedio è il trattamento chirurgico: si tratta di introdurre un peacemaker al fine di regolarizzare il battito cardiaco (che tende a diminuire in caso di sincope vasovagale).
Tuttavia, questo intervento non agisce sull’ipotensione (fenomeno tipico della sincope), non è del tutto risolutivo e non può essere applicato su ogni paziente.

Stress da calore e svenimenti

Le aziende devono valutare in apposito Documento di valutazione dei rischi (DVR) tutti i danni derivanti da condizioni climatiche avverse, come nel caso dell’eccessivo calore.
Lo stress termico comporta infatti l’aumento aumenta il rischio di incidenti sul posto di lavoro; Inoltre, se il lavoratore già è affetto da qualche grave patologia, potrebbe andare incontro a complicanze.
Temperature elevate potrebbero dunque comportare il cosiddetto “colpo di calore”, una condizione che necessita di assistenza immediata. La persona infatti accusa un senso di svenimento o sincope perché si trova in uno stato confusionale dato dall’aumento della temperatura corporea (talvolta anche maggiore di 40°C), nausea, eruzioni della pelle e crampi muscolari.

Perché controllare il polso?

Andiamo a vedere ora cosa rappresenta la pulsazione del polso:

  • Il battito del cuore
  • La frequenza cardiaca (numero di battiti al minuto)
  • Il ritmo cardiaco (regolare o irregolare)

Per avere dunque un’idea dell’attività del cuore, potrebbe essere utile il controllo della pulsazione del polso. In caso di irregolarità di quest’ultima, si richiede un parere da parte del proprio medico; potrebbe infatti trattarsi di una fibrillazione atriale, che necessita quindi di un approfondimento.
Il polso va sempre controllato a riposo, con a portata di mano un orologio con la lancetta indicante i secondi. È bene non assumere caffè o altre bevande che potrebbero alterare la misurazione.
Basta seguire semplici passi:

  1. Stendere il braccio (destro o sinistro) con il palmo della mano rivolto verso l’alto, mantenendo il gomito leggermente piegato;
  2. Posizionare l’indice, il medio e l’anulare dell’altra mano sul polso, alla base del pollice;
  3. Premere le dita sul polso in modo tale da sentire la pulsazione;
  4. Contare le pulsazioni per 30 secondi e moltiplicarle per 2: a questo punto si avrà la frequenza cardiaca (battiti al minuto).

 

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