
Audiometria: può richiederla il lavoratore?
Si, il lavoratore può richiedere l’esame audiometrico in via occasionale al Medico Competente. Potrebbe accadere che lui stesso si accorga di un calo dell’udito dovuto ad esempio all’utilizzo quotidiano di macchinari. Ecco gli elementi chiave:
- Visita medica straordinaria: si tratta di una visita richiesta dal lavoratore per constatare il peggioramento delle proprie condizioni di salute;
- Motivazione professionale: l’esame deve essere richiesto per l’esposizione al rumore in lavorativo;
- Iter: prima di procedere, il Medico Competente valuterà la richiesta del dipendente;
- Costi e orario: i costi delle visite mediche aziendali, incluse quelle audiometriche, sono a carico del Datore di Lavoro e devono essere eseguite durante l’orario di lavoro.
Esame audiometrico: in cosa consiste?
E’ un test strumentale, cioè si avvale dell’utilizzo di specifici strumenti utili al Medico del Lavoro per verificare eventuali disturbi uditivi. Nella medicina del lavoro è un esame obbligatorio per tutti coloro esposti a livelli di rumore non indifferenti; è a loro vantaggio sottoporsi a tale visita, per prevenire l’ipoacusia (abbassamento del livello uditivo). Lo strumento utilizzato è l’audiometro (il lavoratore indossa delle cuffie collegate a tale audiometro). A volte può essere necessaria la visita medica in cabina silente, cioè insonorizzata. Il paziente deve indicare il momento in cui avverte il suono, anche se molto debole. L’audiometria è un esame strumentale facile da eseguire, senza alcuna preparazione da parte del paziente e non è invasivo; si concentra su entrambe le orecchie separatamente.
Quando si effettua il test audiometrico?
Il test audiometrico è obbligatorio per esposizioni superiori a 85 decibel; è consigliato tra 80 e 85 decibel. Il Medico deve effettuare la visita audiometrica nei casi previsti dalla normativa vigente (Decreto legislativo 81/08):
- quando viene assunto il lavoratore;
- periodicamente, generalmente una volta l’anno (o più volte l’anno, se magari le condizioni di salute del lavoratore lo richiedono);
- se il lavoratore lo richiede e dimostra al Medico che il suo problema uditivo è correlato all’attività svolta;
- in caso di nuova mansione o di cambiamenti in azienda che potrebbero modificare il livello di rischio rumore (es. nuovi macchinari, processi).
Alcune categorie sono più soggette all’obbligo dell’esame audiometrico, ad esempio:
- operai edili;
- metalmeccanici;
- agricoltori;
- falegnami.
Medico Competente e valutazione del rischio rumore
Il Medico Competente ricopre un ruolo importante nella gestione del rischio rumore, tramite la Sorveglianza Sanitaria obbligatoria per i lavoratori esposti a livelli superiori ad 85 decibel. Come fa a sapere il Medico a che livello sono esposti i lavoratori? Si basa sulla valutazione del rischio rumore fornita dal Datore di Lavoro. Quest’ultimo deve organizzare insieme al Medico l’attività di Sorveglianza Sanitaria. Se dall’esame audiometrico si attestano alterazioni dell’udito, il Medico informa il lavoratore e il Datore di Lavoro, proponendo di modificare le misure di prevenzione messe in atto per il rumore. Il Medico Competente supporta il Datore di Lavoro nella valutazione del rischio rumore, da effettuare almeno ogni 4 anni.
Audiometria: test importante nella medicina del lavoro
L’audiometria è un esame cruciale nell’ambito della medicina del lavoro. Non si devono sottovalutare i disturbi uditivi, anche se lievi, perché potrebbero peggiorare nel tempo. L’audiometria è:
- rapida e non invasiva, dunque anche semplice da programmare;
- inclusa nella Sorveglianza Sanitaria, se i livelli di esposizione al rumore superano determinate soglie.
Lo scopo è la prevenzione dell’ipoacusia da rumore, una patologia riconosciuta dall’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni Lavoro) come malattia professionale. E’ bene infatti riconoscere i primi segnali di un problema all’udito prima che diventino invalidanti.


