Movimentazione manuale dei carichi: i danni per i lavoratori

movimentazione manuale carichi formazione romaLa movimentazione manuale dei carichi (MMC) riguarda tutte le operazioni di trasporto, sollevamento, spinta/traino di un carico da parte di uno o più lavoratori. Si tratta di un rischio regolamentato dal Decreto Legislativo 81/2008 (Titolo VI); potrebbe comportare patologie alla schiena (in particolare nel tratto dorso-lombare) e agli arti superiori.

Patologie da movimentazione manuale dei carichi

Chi movimenta quotidianamente pesi sul posto di lavoro potrebbe accusare patologie muscoloscheletriche; sono frequenti infatti i casi di:

  • lombalgie;
  • ernie discali;
  • strappi muscolari;
  • tendiniti.

A tutto ciò dobbiamo aggiungere i traumi acuti. I danni potrebbero manifestarsi a causa di sforzi eccessivi, operazioni di sollevamento errate, ecc. Ecco i tipici danni correlati alla movimentazione manuale dei carichi:

  • Danni alla schiena: ad esempio, il classico “mal di schiena” dovuto alla sollecitazione dei dischi intervertebrali;
  • Ernia discale: la compressione frequente dei dischi intervertebrali aumenta la probabilità che insorga un’ernia discale, soprattutto se il sollevamento avviene piegando la schiena.
  • Danni ai muscoli e ai tendini: potrebbero riguardare la colonna vertebrale, le braccia e le spalle.
  • Infortuni, quali fratture a causa della caduta del carico o dell’operatore (perdita dell’equilibrio) e problemi cardiovascolari (in caso di sollevamento di carichi eccessivi).

Si fa presente che la movimentazione di carichi pesanti potrebbe aumentare la pressione sanguigna. Durante uno sforzo fisico consumiamo energia e la frequenza cardiaca aumenta. La movimentazione manuale dei carichi potrebbe inoltre incidere su patologie cardiache già esistenti. Lo sviluppo di malattie cardiovascolari a volte dipende da uno stress prolungato nel tempo.

Cosa aumenta il rischio di danni per i lavoratori?

Il rischio di danni da movimentazione manuale dei carichi (MMC) aumenta per diverse ragioni: il carico potrebbe essere troppo grande o dalla presa difficile, richiedere torsioni del busto per il suo spostamento, l’attività comporta sollevamenti frequenti o prolungati; c’è inoltre da considerare l’ambiente lavorativo, che potrebbe avere un pavimento instabile, scivoloso, ecc. Vi sono anche aspetti individuali, come l’età, la non idoneità alla mansione assegnata e l’assenza di formazione/addestramento, che incidono sul fenomeno degli infortuni e della malattie professionali. Ecco un dettaglio dei fattori che aumentano la probabilità di danni in caso di movimentazione manuale dei carichi:

  • Proprietà del carico (pesa troppo, è ingombrante, il contenuto è instabile, la presa non è semplice, ecc.);
  • Affaticamento fisico (torsioni del tronco, carico posizionato lontano dal busto, movimenti troppo veloci/bruschi ecc.);
  • Caratteristiche dell’ambiente lavorativo (spazio ristretto, pavimenti scivolosi/irregolari, eccessivo caldo/freddo, ecc.);
  • Aspetti individuali e organizzativi (i lavoratori non sono idonei ad effettuare attività di movimentazione manuale dei carichi, non vengono addestrati sulle corrette tecniche di sollevamento, non indossano adeguati dispositivi di protezione individuale, ecc.);

Cosa devono fare i Datori di Lavoro?

I Datori di Lavoro devono valutare i rischi da movimentazione manuale dei carichi (MMC), ricorrendo a mezzi utili al sollevamento, in base al D.lgs.81/08. A fini preventivi, devono provvedere alla formazione e alle visite mediche aziendali (effettuate dal Medico Competente). Nello specifico, il Datore di Lavoro deve (art.168, D.lgs.81/08):

  • Effettuare la valutazione dei rischi da MMC: individuare le operazioni da compiere, le caratteristiche del carico e dell’ambiente di lavoro, lo sforzo fisico richiesto, ecc.
  • Attuare misure organizzative idonee (es. pause lavorative, turnazioni, attrezzature meccaniche).
  • Organizzare la Sorveglianza Sanitaria: nominare il Medico Competente per l’effettuazione delle visite mediche (preventive, periodiche, straordinarie, ecc.) al fine di prevenire infortuni e malattie professionali.
  • Formare e addestrare i lavoratori: i dipendenti devono essere a conoscenza dei rischi ai quali sono esposti e delle corrette procedure di movimentazione (far leva sulle gambe, sollevare con schiena dritta, tenere il carico vicino al corpo).
  • Revisionare il DVR: aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) in merito alla MMC.

Cosa fare se un carico pesa troppo?

La prevenzione si attua innanzitutto eliminando la movimentazione manuale, se possibile, e poi organizzando il lavoro al meglio e formando e addestrando il personale per minimizzare il rischio. E’ importante l’impiego delle attrezzature meccaniche (transpallet, muletti), la suddivisione del carico, seguire tecniche di sollevamento idonee e indossare adeguati DPI. Si deve lavorare nel massimo della sicurezza; se il carico risulta troppo pesante:

  • nel caso in cui sia fattibile, suddividerlo;
  • evitare di trasportarlo per lunghi tragitti o su scale;
  • farsi aiutare da un collega;
  • movimentarlo con attrezzature utili (carrelli a due o quattro ruote, transpallet manuali, ecc.).

Movimentazione manuale dei carichi: norma UNI di riferimento

La norma UNI di riferimento per la movimentazione manuale dei carichi è la UNI ISO 11228; si compone di tre parti:

  • UNI ISO 11228-1:2022 (sollevamento, abbassamento e trasporto);
  • UNI ISO 11228-2 (traino e spinta);
  • UNI ISO 11228-3:2009 (carichi leggeri movimentati velocemente).

L’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) è un’organizzazione che studia e rende pubbliche norme tecniche, come quelle in merito alla movimentazione manuale dei carichi. Le norme della serie ISO 11228, tutelano i dipendenti dallo stress fisico che comporta la movimentazione manuale dei carichi; a tal riguardo è fondamentale una corretta valutazione del rischio, un obbligo per i Datori di Lavoro.