Le Ustioni: definizione, rimedi e controindicazioni

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Ustioni e scottature: quali sono le differenze?

Le ustioni: 1°, 2°, 3° gradoUstioni e scottature sono termini simili che indicano danni alla pelle dovuti al calore. Si parla di:

  • Ustione, se il danno è causato da calore secco, come ad esempio un ferro da stiro o il fuoco;
  • Scottatura, quando la lesione è dovuta ad una fonte umida, come l’acqua calda o il vapore.

Un’ustione potrebbe anche essere molto dolorosa e manifestarsi con:

  • arrossamento o spellatura della pelle;
  • bolle;
  • gonfiore;
  • pelle bianca o carbonizzata.

L’entità del dolore non è sempre correlata alla gravità dell’ustione: un’ustione molto grave Potrebbe anche non comportare particolare dolore.

Ustioni: quali sono le cause più comuni?

Ci ustioniamo quando la nostra pelle è esposta ad una fonte di calore, ad una fiamma, ad un forte attrito o ai raggi solari. Possiamo dunque individuare diverse cause di ustioni:

  • Radiazioni: ad esempio l’eccessiva esposizione ai raggi del sole;
  • Calore eccessivo: oggetti caldi, liquidi bollenti o fuoco (inclusi fiammiferi e piccole fiamme);
  • Attrito: una raschiatura o un contatto rovinoso con una superficie dura come strade o corde;
  • Fonti elettriche;
  • Agenti chimici impiegati in ambito domestico o lavorativo.

Ustioni di I, II e III grado: le caratteristiche

Un’ustione è una lesione della cute dovuta ad agenti di varia natura dotati di energia lesiva maggiore rispetto alle capacità difensive della barriera cutanea. La gravità di un’ustione può essere valutata in base ai seguenti parametri:

  • La profondità: esistono ustioni di primo grado (comportano arrossamento cutaneo), secondo grado (si manifestano con bolle) e terzo grado (presenza di croste con siero, sangue o pus);
  • L’estensione: è quantificata come valore percentuale della superficie corporea totale.

Vi sono tre gradi di ustioni:

  • Primo grado: interessano solo l’epidermide;
  • Secondo grado: colpiscono anche il derma e vengono classificate in semplici e profonde;
  • Terzo grado: raggiungono gli strati profondi.

Le ustioni di primo grado sono superficiali, con danni lievi e colpiscono solo l’epidermide (lo strato più esterno della pelle); la cute rimane intatta ma è rossa (anche se assume un colore bianco se premuta), gonfia e dolorante. Le ustioni di secondo grado sono lesioni cutanee dello strato più esterno della pelle (epidermide) e si estendono fino al derma; si manifestano con vesciche rosse, che possono rilasciare liquidi ed essere dolorose. Le ustioni di terzo grado, infine, provocano danni ai tessuti e nei casi più gravi anche alle ossa sotto la superficie della pelle; sono spesso marroni o nere e asciutte. Sono considerate inoltre gravi le ustioni che riguardano le vie respiratorie, il tratto digerente, il volto, le mani, i piedi, i genitali e articolazioni principali. Rappresentano dunque un rischio per la salute:

  • Le ustioni di terzo grado che coinvolgono più del 10% della superficie corporea;
  • Le ustioni di secondo grado che ricoprono più del 25-30% della superficie corporea o del 18-20% nei bambini;
  • Le ustioni che coinvolgono più del 40% della superficie corporea (la vita dell’infortunato è compromessa).

Dobbiamo considerare, inoltre, che la cute è l’organo più esteso del nostro corpo e rappresenta, da sola, circa il 15% del peso corporeo. In caso di lesione di un’ustione, le perdite idriche possono diventare drammatiche e potrebbero compromettere la vita stessa dell’infortunato.

Cosa fare e cosa non fare in caso di ustione

In caso di ustione è necessario ricorrere a dell’acqua fresca corrente o coprire la zona ustionata con una pezza impregnata di acqua fredda, fino a quando il dolore non smette (almeno un quarto d’ora). Se l’ustione è coperta da abiti, questi vanno bagnati immediatamente con acqua fredda, rimossi poi con delicatezza, eccetto quelli eventualmente appiccicati alla pelle. E’ opportuno l’uso di garze sterili o, in mancanza, di un panno asciutto e pulito. Consultare un medico se dalla pelle ustionata vi è fuoriuscita di liquido e recarsi in ospedale nei casi gravi. Le vesciche (bolle con del liquido trasparente dentro) non devono essere rotte. Le bolle sono una barriera sterile; se quest’ultima viene lesa, vi è un rischio d’infezione stando a contatto con l’aria (l’operazione potrà eventualmente essere eseguita dal medico con ago sterile). Qualsiasi ustione che riguardi il volto o i genitali, oppure che sia dovuta ad elettricità deve essere analizzata da un medico. E’ meglio non esporre ai raggi solari le ustioni molto estese, soprattutto quelle esteticamente importanti, per almeno 1-2 anni, onde evitare il rischio che la pelle non riprenda il suo colore originario. In caso di ustioni agli occhi, coprire con garze sterili, senza comprimere. Il primo soccorritore di un ustionato deve innanzitutto valutare la sicurezza dell’ambiente in cui si trova l’infortunato, individuare eventuali pericoli per se stesso e per la vittima, quindi estinguere le fiamme eventualmente presenti e portare il ferito in un luogo sicuro. In caso di fiamme, il soccorritore dovrà agire per soffocamento tramite una coperta che verrà avvolta sulla parte del corpo interessata. E’ opportuno rimuovere gioielli o altri elementi metallici dalla cute. Se necessario, richiedere subito l’intervento ospedaliero e porre il paziente in posizione antishock (sdraiato a terra con gli arti inferiori sollevati e capo in iperestensione se il soggetto non è cosciente). In caso di ustioni non bisogna:

  • Utilizzare acqua troppo fredda né ghiaccio (potrebbero ritardare la guarigione delle ustioni e provocare l’ipotermia);
  • Sfregare la zona ustionata: potrebbe formarsi una vescica o ingrandirsi una vescica già esistente
  • Ricorrere a rimedi casalinghi (burro, olio, polveri, ecc.) perché possono peggiorare il danno;
  • Usare disinfettanti, né unguenti (soprattutto se la lesione è estesa);
  • Evitare di tossire o di parlare troppo vicino all’aria ustionata;
  • Adottare rimedi casalinghi (fette di patata, olio, ecc.);
  • Sporcare (con stracci, carta assorbente, garze usate, ecc.) la parte ustionata;
  • Effettuare digiuni liquidi, seguire una dieta ipocalorica, un’alimentazione insufficiente o incompleta.

Si fa presente che in ambito lavorativo i Datori di Lavoro devono formare i propri dipendenti, organizzando corsi di formazione per gli addetti al primo soccorso.

Cure per le ustioni di I, II e III grado

Prima di prenderti cura di un’ustione è importante conoscerne la tipologia. Quelle di lieve entità guariscono senza particolari cure mediche, quelle più gravi necessitano di trattamenti speciali, per evitare possibili infezioni e ridurre la gravità delle cicatrici. Ecco come trattare le ustioni:

  • Ustione di primo grado: di solito può essere medicata senza ricorrere ad un medico, ma si dovrebbe comunque consultare un medico se l’ustione ha un’estensione maggiore di sette centimetri, si trova sul volto o su una delle articolazioni principali.
  • Ustione di secondo grado: l’infortunato deve applicare una crema apposita per le ustioni a base di antibiotico. Si consiglia di consultare un medico se la zona interessata è grande o riguarda il viso.
  • Ustione di terzo grado dovuta a sostanze chimiche o ustioni elettriche: è necessario ricevere un’urgente assistenza medica tramite il Servizio di pronto intervento sanitario (118) o consultare tempestivamente un medico, in base alla gravità del danno.

Si fa presente che un’ustione di 2° grado guarisce in un tempo variabile tra 7 e 10 giorni e non lascia di solito segni. Per quanto riguarda l’ustione di primo grado, una volta medicate, la pelle colpita di solito si rigenera da sola entro 7 giorni.

Cure farmacologiche per le ustioni

I medicinali per le ustioni devono essere prescritti esclusivamente da personale medico. L’applicazione della crema per ustioni rappresenta una barriera protettiva per la nostra cute che consente la traspirazione naturale ed evita che diventi secca. Nel caso di un’ustione di secondo grado, la crema per ustioni deve essere applicata al termine del processo di formazione del nuovo tessuto cutaneo; si raccomanda di non utilizzarla su ferite aperte che trasudano o sanguinano. Se si hanno dubbi in merito alla condizione della pelle ustionata e su qualche infezione in corso, è bene rivolgersi sempre ad un medico.
Alcuni prodotti molto applicati sono i seguenti:

  • Acido Ialuronico: adatto solo per le ustioni di primo grado, per rigenerare la pelle.
  • Catalasi equina: consigliato per le scottature e le ustioni di primo grado; consente l’ossigenazione locale.
  • Sulfadiazina: indicato per le ustioni di secondo e terzo grado, è un antibiotico ad uso preventivo e curativo.

Come possiamo evitare di ustionarci?

Le ustioni sono difficilmente prevedibili e non esiste prevenzione diversa dalla semplice attenzione e dal rispetto delle norme di sicurezza. Un’ustione potrebbe accadere in ambito domestico o lavorativo. A fini preventivi, si raccomanda di:

  • Evitare di accendere fuochi con liquidi infiammabili come la benzina o l’alcol;
  • Leggere sempre attentamente i simboli di pericolo presenti sulle etichette dei prodotti chimici pericolosi (infiammabili ed esplosivi);
  • Proteggersi sempre con creme solari nel caso di esposizione al sole: alcune ustioni di questo tipo sono di secondo grado;
  • Non usare acqua per incendi di combustibili liquidi (come benzina o olio da cucina), o apparecchiature elettriche: si generano vampate esplosive, co un rischio di ustioni.

Cosa mangiare in situazioni di recupero da ustioni?

Durante il recupero da ustioni, in particolare quelle gravi (con vesciche), è necessario:

  • Bere abbondantemente: in media si dovrebbero bere 2 litri d’acqua al giorno, ma in caso di ustioni si consiglia di aumentare tale quantità il più possibile.
  • Seguire un’alimentazione completa, senza eliminare qualunque tipo di alimento: sono da preferire cereali, patate, leguminose e frutta. E’ bene consentire un elevato apporto di proteine; sono indicati alimenti come carni, uova, latte e derivati, pesci grassi, ortaggi (peperoni, lattuga, prezzemolo, pomodori, ecc.).

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