In Italia il rischio di ustioni sul posto di lavoro riguarda molti settori, quali:
- metalmeccanico;
- ristorazione;
- costruzioni;
- industria chimica;
- antincendio.
A fini preventivi, le aziende devono essere sempre pronte ad agire in caso di emergenza, e le ustioni sono u esempio. Il Datore di Lavoro, in base al D.lgs.81/08 (Testo Unico per la Salute e la Sicurezza sul lavoro), deve organizzare una squadra di addetti al primo soccorso.
Infortunio da ustione: come prevenire?
- Valutazione del rischio ustione: Le aziende devono individuare le possibili cause di ustioni, indicandole nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).
- Dispositivi di Protezione Individuale (DPI): Nei lavori a rischio ustioni, devono essere indossati idonei guanti termoresistenti, tute antifiamma, visiere e scarpe antincendio.
- Corsi di formazione obbligatori per lavoratori: Per attività in cui i lavoratori potrebbero ustionarsi, a fini preventivi è obbligatoria la formazione in merito.
Cosa bisogna fare in caso di ustioni?
Se un lavoratore dovesse infortunarsi a causa di un’ustione, è bene non ricorrere a rimedi casalinghi (ghiaccio o dentifricio sulla zona lesa); sull’area ustionata deve essere tempestivamente applicata acqua fredda (non gelata). Cosa deve fare dunque l’addetto al Primo Soccorso?
- Evitare di rimuovere eventuali residui di materiali sulla cute;
- Immergere subito la parte ustionata nell’acqua fredda per almeno 10 minuti;
- Coprire l’ustione con una garza sterile bagnata;
- In caso di ustione che coinvolge mani e/o piedi, applicare le garze sterili delicatamente senza far toccare le dita tra di loro;
- Qualora l’ustione riguardasse gli occhi, applicare garze sterili inumidite senza premere troppo.
Mansioni a rischio ustioni: elenco non esaustivo
Le ustioni potrebbero essere provocate da:
- calore eccessivo;
- prodotti chimici;
- corrente elettrica;
- radiazioni troppo intense.
I lavoratori maggiormente esposti a scottature e ustioni potrebbero essere i seguenti:
- Chi opera a contatto con superfici calde, metalli fusi, ecc. (es. saldatori);
- Chi lavora all’interno di cucine, per la presenza di vapori, sostanze liquide bollenti (olio, acqua) e attrezzature come forni e friggitrici; potrebbero ustionarsi anche coloro che manipolano e/o trasportano alimenti caldi;
- Operai che svolgono attività di impermeabilizzazione con bitume, che necessitano dunque di protezioni individuali per eventuali ustioni;
- Elettricisti, che sono a rischio di passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo;
- Addetti alla manipolazione di prodotti corrosivi, che possono dunque comportare ustioni, distruggendo i tessuti;
- Tutti coloro che sono esposti a fiamme dirette poiché effettuano interventi di emergenza.
Classificazione delle ustioni: i criteri
La classificazione delle ustioni considera due parametri: quanto è profondo il danno tissutale e l’estensione della superficie cutanea coinvolta. Per quanto riguarda la profondità, la classificazione è la seguente:
- Primo grado: E’ coinvolto solo l’epidermide; la cute risulta arrossata, l’ustione si manifesta con un po’ di dolore e gonfiore.
- Secondo grado: Interessa epidermide e derma; il dolore è più forte dell’ustione di primo grado, come anche la cute risulta di colore rosso vivo e compaiono delle vesciche.
- Terzo grado: E’ l’ustione che distrugge totalmente epidermide e derma, raggiungendo il tessuto sottocutaneo. La cute risulta carbonizzata; il soggetto affetto potrebbe anche non avvertire dolore per la distruzione delle terminazioni nervose.
- Quarto grado: E’ un’ustione grave, dato che va a toccare muscoli, tendini o ossa.
Passiamo ora alla classificazione per estensione della superficie cutanea. Dobbiamo far riferimento alla Superficie Corporea Totale (TBSA). I metodi principali sono i seguenti:
- Regola del nove di Wallace: è un metodo veloce per stimare la superficie ustionata negli adulti; suddivide il corpo in sezioni del 9% (o multipli).
- Regola del palmo della mano: Il palmo della mano del paziente costituisce circa l’1% della sua superficie corporea; è un metodo impiegato per ustioni piccole o irregolari.
Un soggetto è inoltre classificato come “grande ustionato” se presenta:
- Ustioni di 3° grado: su oltre il 10% della TBSA;
- Ustioni di 2° grado: su oltre il 20% della TBSA;
- Ustioni che coinvolgono aree critiche come volto, mani, piedi, genitali o vie respiratorie.
Per un’indagine clinica precisa e rapida, è possibile visionare le linee guida aggiornate sul Manuale MSD per professionisti.
L’obbligo dell’addetto al primo soccorso nelle aziende
Si fa presente che in ogni azienda deve essere obbligatoriamente nominato dal Datore di Lavoro almeno un addetto al primo soccorso, che dovrà frequentare uno specifico corso per addetto al primo soccorso, per assistere l’infortunato in caso di emergenza. Il Datore di Lavoro può essere addetto al primo soccorso solo per aziende fino a 5 lavoratori. Il “Primo Soccorso”:
- riguarda le azioni che consentono di aiutare una o più persone in difficoltà, nell’attesa dell’arrivo dei soccorsi qualificati;
- deve essere effettuato valutando attentamente la scena dell’evento;
- è l’aiuto prestato a vittime di incidenti e/o malori in attesa dell’intervento dei soccorsi.
Appena è possibile, dopo aver compiuto un esame primario delle funzioni vitali, deve essere avvertito il 112 per per attivare la catena del soccorso da parte del personale medico. Che differenza c’è tra primo soccorso e pronto soccorso?
- Primo soccorso: è un servizio effettuato da personale non sanitario, organizzato dall’azienda;
- Pronto soccorso: intervento svolto da personale sanitario (medici, infermieri, soccorritori professionali);
Quali sono gli obiettivi del primo soccorso?
- assistere l’infortunato in attesa dell’arrivo del personale medico;
- prevenire ulteriori danni a carico della vittima (es. tenerlo lontano da fonti pericolose), mettere in atto tecniche di soccorso in modo tale da non aggravare la sua condizione (es. applicare il laccio emostatico in caso di emorragia);
- favorire la ripresa del soggetto coinvolto nell’infortunio/malore.
La normativa che dà indicazioni circa il servizio di primo soccorso è il DM 388/03, in cui vengono specificate:
- la classificazione delle aziende in merito al primo soccorso;
- le attrezzature che il Datore di Lavoro deve mettere a disposizione;
- la formazione obbligatoria per gli addetti al primo soccorso.
Quanti addetti al primo soccorso bisogna formare? Si deve tener conto di diversi aspetti:
- numero di dipendenti;
- tipologia di attività;
- turni di lavoro;
- struttura in cui operano i lavoratori.


