Centri sportivi: normativa rischio incendio
Secondo quanto stabilito dal D.M. del 02/09/2021 è obbligatorio effettuare la valutazione del rischio incendio in tutti i luoghi di lavoro. Per quanto riguarda nello specifico i centri sportivi, Il Regolamento di Prevenzione Incendi (D.P.R. 151/11) chiarisce quali sono soggetti ai controlli dei Vigili del Fuoco, in base a capienza e superficie. Rientrano nella prevenzione incendi quelli con capienza superiore a 100 persone, ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore di 200 mq. Pertanto chi gestisce tali strutture deve tutelare la sicurezza dei lavoratori e degli ospiti della struttura stessa, organizzando corsi di formazione per addetti all’antincendio. Non va inoltre trascurato che ogni impianto sportivo è anche un ambiente lavorativo, e pertanto deve sottostare alle disposizioni di sicurezza previste dal D.lgs. 81/2008.
Incendi nei centri sportivi: quali sono le cause?
Perché scoppia un incendio all’interno di un centro sportivo? Le cause possono essere diverse, ma generalmente necessitano dell’intervento dei Vigili del Fuoco per l’estinzione e il soccorso delle vittime. Le cause sono riconducibili:
- al fattore umano: superficialità, valutazione errata del rischio, negligenza, uso improprio di apparecchiature e mancata adozione di misure di sicurezza, che contribuiscono in modo significativo all’insorgenza degli incendi;
- a problemi elettrici: guasti elettrici, apparecchiature vecchie, errata manutenzione, cortocircuiti dovuti a cavi usurati, sovraccarico di prese, ecc.;
- a fattori naturali: fulmini o condizioni metereologiche avverse;
- alla presenza di materiali facilmente infiammabili in luoghi non adeguati (ad esempio gli arredi).
E’ importante il rispetto della normativa vigente e delle misure antincendio adeguate negli impianti sportivi. A fini preventivi, è necessario il ricorso a misure come la formazione dei dipendenti, l’installazione di dispositivi antincendio, la predisposizione del Piano di Emergenza e la manutenzione degli impianti. In caso d’incendio:
- evacuare subito l’area interessata;
- azionare l’allarme e avvisare i Vigili del Fuoco;
- seguire le indicazioni del personale addetto alla sicurezza.
Prevenzione antincendio nei centri sportivi
La sicurezza antincendio nei centri sportivi include diverse azioni preventive, quali:
- la predisposizione di un piano di emergenza con le opportune procedure di evacuazione;
- la formazione del personale;
- l’installazione di segnaletica di sicurezza;
- la messa a disposizione di idonei mezzi estinguenti;
- la manutenzione periodica degli impianti elettrici.
Il Piano di Emergenza deve includere:
- le procedure per prevenire eventuali incendi;
- le modalità di evacuazione degli atleti e degli spettatori;
- la formazione del personale addetto.
Per quanto riguarda la segnaletica di sicurezza, devono essere installati cartelli per segnalare le uscite di emergenza, le vie di esodo, la postazione dei mezzi antincendio e i divieti. Gli estintori portatili devono essere posti in zone facilmente accessibili e visibili, e adatti al tipo di incendio (si potrebbe infatti trattare di un incendio di gas, liquidi o solidi).
Corsi antincendio: la classificazione
I corsi antincendio sono obbligatori per i dipendenti nominati dal Datore di Lavoro come “addetti all’antincendio”. Il DM 02/09/21 li classifica su tre livelli:
- livello 1 (4 ore) per il rischio basso;
- livello 2 (8 ore) per il rischio medio;
- livello 3 (16 ore) per il rischio alto.
La formazione consiste in una parte teorica ed esercitazioni pratiche volte all’utilizzo ottimale dell’estintore. La parte pratica del corso è volta ad apprendere le modalità di gestione di un’emergenza, e comprende:
- uso dell’estintore su simulazioni di principi d’incendio;
- prove di evacuazione: sono obbligatori almeno una volta l’anno nei casi previsti dalla normativa vigente e verificano l’efficacia del Piano di Emergenza;
- uso dell’idrante e altre attrezzature antincendio (per aziende a livello incendio 2 e 3).
L’attestato antincendio è valido 5 anni e richiede un aggiornamento specifico in base al livello di rischio. La sicurezza sul lavoro è importante in ogni azienda, e i corsi antincendio sono indispensabili per garantire la protezione dei lavoratori e delle sedi operative.
Cosa succede se non viene nominato l’addetto all’antincendio?
La mancata nomina da parte del Datore di Lavoro di uno o più addetti all’antincendio espone l’azienda a gravi sanzioni:
- amministrative;
- penali (arresto in caso di incidenti con gravi danni).
I corsi devono essere tenuti da docenti con competenze specifiche in materia di sicurezza sul lavoro e antincendio.
Addetto all’antincendio: quali sono i compiti?
Se un lavoratore viene nominato addetto all’antincendio deve:
- Gestire situazioni di emergenza fino all’arrivo dei Vigili del Fuoco;
- Evacuare i dipendenti e altre persone presenti nella struttura;
- Utilizzare le attrezzature antincendio;
- Assistere i soccorsi esterni;
- Dirigere le persone verso i punti di raccolta, verificando che seguano le procedure definite e che i percorsi di emergenza siano liberi;
- Frequentare corsi di formazione iniziali e i relativi aggiornamenti.
Tale ruolo è fondamentale per garantire la sicurezza sul lavoro, agendo in modo opportuno in caso di incendio, attuando quanto stabilito nel piano di emergenza. L’addetto all’antincendio può però intervenire con successo solo nella fase iniziale dell’incendio: si tratta di una situazione in cui le temperature e le fiamme sono basse. Quando si entra nella fase di “incendio generalizzato” (chiamata anche “flashover”) le temperature crescono a livello esponenziale e l’ambiente risulta saturo di fumi; in questa situazione purtroppo bisogna lasciar spazio ai Vigili del Fuoco. In caso di un piccolo incendio, bisogna invece intervenire tempestivamente usando gli estintori o altre attrezzature disponibili, valutando se l’operazione è sicura.
