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GUANTI DA LAVORO

 

Indossare guanti da lavoro è fondamentale durante lo svolgimento di attività a rischio, dal momento che circa un terzo degli infortuni che avvengono nell’ambiente lavorativo interessa le mani.
I guanti antinfortunistici sono dispositivi di protezione individuale (DPI).
La mano è il mezzo più utilizzato quando si lavora ed è dunque la parte maggiormente esposta a possibili incidenti. Diversi sono i modelli offerti dal nostro shop online, certificati e di alta qualità. 
Vieni a scoprire quelli adatti a te: le consegne sono rapide in tutta Italia!

Come scegliere i guanti adatti

Le caratteristiche generali dei guanti sono stabilite dalla UNI EN 420.
Devono essere acquistati guanti specifici adeguati alla propria mansione.
La scelta deve basarsi sulla valutazione dei rischi aziendali. 
La marcatura presente attesta inoltre la conformità alle norme italiane ed europee.
Al momento dell’acquisto i livelli di prestazione e di confort non possono passare in secondo piano.
Il prodotto deve essere comodo e non creare intralcio ai compiti da eseguire. 
I datori di lavoro devono attenersi alle disposizioni contenute nel D.Lgs.81/08, tenendo conto che i lavoratori possono essere esposti a diverse tipologie di rischio (meccanico, fisico, chimico, ecc.).
Ad esempio:

-      per chi effettua lavori di giardinaggio sono consigliati guanti in nitrile con eccellente sensibilità al tatto;

-      per lavorazioni di alta precisione è opportuno acquistare quelli con polso in maglia elasticizzata e dorso areato;

-      per lavori in condizioni di penombra/ridotta visibilità sono disponibili guanti dal colore giallo fluo.

Alcuni lavori richiedono guanti lunghi a protezione degli avambracci.

Informazioni sul guanto e sulla confezione

Tutti i guanti devono avere esposto:

-        nome del produttore

-        denominazione

-        misura

-        marchio CE

-        simboli in merito alla/e normativa/e EN di riferimento

La confezione deve includere alcune informazioni, quali nome e indirizzo del fabbricante e tipo di protezione offerta. 
Vengono annotate anche eventuali sostanze contenute che potrebbero generare reazioni allergiche, oltre alle modalità d’impiego e i dettagli in merito alla manutenzione (se necessaria). 
Deve essere chiaro anche il valore medio di qualità (AQL), che indica la media dei prodotti che presentano difetti su un lotto di produzione.

L’importanza del guanto

Le lesioni degli arti superiori costituiscono un’alta percentuale del totale degli infortuni sul lavoro.
Il fabbricante deve dunque progettare e realizzare guanti specifici per i vari settori d’impiego. 
Più sono elevati il grado protettivo e la durata del compito da svolgere, più il guanto deve essere confortevole. Da ciò si evince l’importanza della protezione da rischi meccanici, termici, dal contatto con agenti chimici ed elettricità (sono le principali cause di infortuni). 
Si fa presente che gli incidenti che recano danni agli operai possono essere dovuti non solo al mancato uso dei guanti ma anche ad altri fattori:

-                 errata scelta (ci sono molti modelli sul mercato);

-                 inadeguatezza della protezione;

-                 articolo danneggiato;

-                 prodotto non indossato correttamente.

È importante che i guanti antinfortunistici siano conservati in luoghi sicuri, al fine di mantenerli in buono stato: il deterioramento comporta una perdita di efficienza del prodotto.
In commercio è possibile acquistare anche guanti usa e getta monouso al solo scopo d’igiene personale; ma questi non sono DPI: realizzati in polietilene, sono utilizzati a livello igienico per la mano, ma anche per il prodotto manipolato, garantendo una sensibilità tattile (vengono impiegati ad esempio per il rifornimento di carburante e piccole operazioni di pulizia).

Il materiale del guanto

I materiali più comuni sono la pelle, il nitrile (NBR) e il lattice naturale (NRL).
I guanti in pelle sono traspiranti e allo stesso tempo confortevoli (morbidi se di qualità); tendono ad assorbire possibili residui oleosi, di grasso o sporco. 
Quelli in nitrile risultano più sottili e flessibili ma non sono ottimali in caso di sudorazione delle mani (non adeguati a contatto con i grassi e si adattano decisamente meglio su superfici asciutte).
Questi ultimi sono adatti a diversi ambiti, ad esempio per le lavorazioni esposte a sostanze chimiche pericolose, poiché compatibili con gli idrocarburi.
Sempre più aziende acquistano inoltre guanti spalmati in poliuretano (PU), che risultano sottili e traspiranti.
Il lattice di gomma naturale (NRL) viene impiegato molto spesso in ambito ospedaliero e può recare allergie cutanee.
Per il rischio termico vengono impiegati guanti in fibre para-aramidiche, con buone prestazioni e protezione dal caldo in caso di contatto.
Per chi necessita di una protezione anti-taglio, vi sono fibre particolari al riguardo: dyneema, spectra e vetro (spesso sono combinate tra loro).
L’impermeabilità è offerta dal nitrile e PVC; una buona presa è garantita dal lattice; la sensibilità si ha attraverso il lattice e nitrile.

Tutte le tipologie

 

  • Guanti di protezione dai rischi meccanici

Sono progettati per proteggere i lavoratori da possibili danni meccanici. Il pittogramma è seguito da 4 cifre indicanti il grado cui il guanto riesce a resistere ai seguenti rischi: abrasione, taglio, lacerazione, perforazione.

  • Guanti protettivi da agenti chimici e biologici

La scelta deve considerare due aspetti:

-        la “penetrazione”, cioè il processo di diffusione dell’agente chimico: non devono esserci perdite (ad esempio imperfezioni, errata cucitura, ecc.);

-        la “permeazione”, relativa a quanto un prodotto è in grado di penetrare nel guanto: l’impermeabilità evita infatti il rischio di contatto con la pelle di agenti tossici (il materiale deve essere resistente).

Devono essere superate le prove sopraelencate.
Tali indicazioni sono da osservare al momento dell’acquisto, poiché incluse nella confezione.
Il produttore deve inoltre indicare il “tempo d’uso utile”, in modo che una volta superato, l’utilizzatore si renda conto che il prodotto deve essere ispezionato e, in caso di deterioramento, essere sostituito.
Anche la capacità di aderenza gioca un ruolo fondamentale, in particolare se si è in presenza di oggetti scivolosi/taglienti.

  • Guanti protettivi per il freddo

Esistono guanti da adottare in caso di freddo convettivo o dovuto al contatto diretto con oggetti a basse temperature.

Il simbolo applicato, è seguito da un codice ad indicare la capacità di resistere a:

  1. conduzione;
  2. contatto;
  3. acqua (il valore 0 indica che è permeabile dopo trenta minuti; la presenza del valore 1 indica l’impermeabilità dopo oltre 30 minuti).
  • Guanti di protezione contro i rischi termici

Sono studiati per proteggere dal calore e dalle fiamme. Riguardano tutte le mansioni esposte a fuoco, saldatrici, calore da contatto, ecc.
La suddivisione vede tre categorie:

  1. proteggono da danni lievi (idonei fino a 50°C);
  2. interessano temperature tra 50 e 100°C;
  3. tutelano da danni di grave entità/permanenti e dalla morte (per esposizioni oltre i 100°C).

Il pittogramma è seguito da cifre indicanti i livelli di prestazioni in merito all’infiammabilità, resistenza al calore radiante, spruzzi incandescenti, proiezioni di metallo, ecc.

  • Guanti di protezione per utilizzo di seghe a catena comandate a mano

Per chi lavora con queste attrezzature si può far riferimento a due tipologie di guanti, con diverse aree di protezione:

  1. guanti con 5 dita che proteggono obbligatoriamente il metacarpo (si trova tra polso e dita);
  2. guanti o manopole con protezione di tutto il dorso della mano e delle dita, tranne il pollice;

In base alla velocità della catena vi sono diversi tipi di guanti in commercio (4 classi).

  • Guanti per la protezione da radiazioni ionizzanti e la contaminazione radioattiva

Questi articoli vengono progettati in modo da garantire:

-        assorbimento delle radiazioni;

-        resistenza alle criccature da ozono;

-        impermeabilità all’acqua/vapore acqueo.

  • Guanti protettivi isolanti: lavori esposti a corrente

Sono classificati in base a sei classi di protezione, indicate accanto alla marcatura, a seconda dell’entità della tensione cui si è esposti.
È di fondamentale importanza la verifica dopo sei mesi dalla fabbricazione: il guanto potrebbe essere stato utilizzato o messo in magazzino, ma va rinviato al fabbricante. Solo dopo l’esito positivo della verifica potrà essere riutilizzato.

 

Quando utilizzarli?

I guanti vanno indossati quando i rischi non si possono ridurre al minimo attraverso misure di prevenzione e protezione messe in atto dal datore di lavoro in collaborazione con le altre figure della sicurezza, quali il Medico Competente aziendale, l’RLS (Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza) e l’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).
L’uso del guanto può però essere pericoloso ad esempio per coloro che operano con attrezzature dotate di elementi rotanti. L’attenzione è fondamentale: questo indumento mi deve proteggere da un rischio ma non ne deve creare un altro! Da ciò l’importanza di selezionare quello corretto da indossare e farne un uso adeguato.

Quali sono le norme tecniche di riferimento?

-        UNI EN 420: definisce i criteri essenziali di progettazione e fabbricazione;

-        UNI EN 388: protezione da lame e da attrezzature che potrebbero recare strappi e perforazioni;

-        UNI EN 381: caratteristiche dei guanti per resistere al taglio da sega a catena;

-        UNI EN 407: protezione delle mani da temperature elevate per contatto diretto/indiretto;

-        UNI EN 511: guanti da indossare in luoghi molto freddi;

-        UNI EN 1082/1: protezione delle mani per il rischio taglio;

-        UNI EN 374/1/2/3: tratta i guanti utili a realtà lavorative con presenza di agenti chimici e/o virus, batteri, ecc.;

-        UNI EN 421: guanti da indossare in caso di radiazioni ionizzanti;

-        UNI EN 60903: protezione delle mani per lavori in presenza di l’elettricità.

I GUANTI MONOUSO

Cos’è un guanto?  

I guanti sono dispositivi di protezione individuale utilizzati per tutelare le mani di colui che ne fa uso da agenti dannosi (ad esempio sostanze chimiche e materiali industriali, alte temperature, freddo intenso).

La Labor Security S.r.l, avvalendosi dell’esperienza pluriennale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, offre alle aziende guanti certificati a prezzi eccezionali.

Consulta il nostro shop online per l’acquisto di prodotti di ottima qualità.

Quali tipi di guanti esistono?

Esistono due categorie di guanti di gomma:

-       monouso, ossia "usa e getta", di spessore inferiore, in genere di lunghezza appena sopra il polso, ma possono essere anche lunghi 30 cm. Generalmente si preferiscono di taglia aderente, affinché rimangano fermi sulla mano durante l'uso. All’interno possono presentare polvere di amido che ne facilita la calzata oppure essere trattati chimicamente o essere rivestiti di altre sostanze scorrevoli. All’esterno possono presentare una superficie liscia o lievemente ruvida;

-       multiuso, per ripetuti utilizzi, aventi maggiore spessore e robustezza, di lunghezza variabile ma sufficiente a proteggere parte dell'avambraccio. Calzano con maggiore facilità, in quanto devono essere infilati e sfilati più volte. All’interno possono essere felpati, per facilitarne la calzata, oppure essere trattati con sostanze chimiche o essere rivestiti di altre sostanze scorrevoli.

Entrambe le tipologie vengono utilizzate in ambito domestico e professionale.

Gli usi dei guanti

In ambito domestico, i guanti si utilizzano ad esempio per lavare i piatti ed effettuare altre pulizie casalinghe.

In ambito professionale, invece, l'uso dipende dal tipo di settore. Coloro che lavorano nei laboratori, essendo a contatto con sostanze pericolose per la cute, utilizzano prevalentemente guanti monouso.

I guanti di gomma ad uso casalingo possono essere di molti colori, ma in genere sono gialli o rosa e sono caratterizzati da lunghi polsini.

Esistono anche guanti che vengono collegati a camicie e body per una maggiore tutela.

I guanti di gomma, inoltre, consentono alle mani di respirare e facilitano la presa degli oggetti, in quanto presentano un disegno a rilievo su palmi e dita.

Tali guanti sono in genere costituiti da lattice, ma possono essere realizzati anche con PVC o gomma nitrica.

Il guanto di gomma tutela le mani da sostanze dannose per la cute e salvaguarda gli alimenti da possibili contaminazioni.

Le caratteristiche dei guanti

Lo spessore ed i lunghi polsini dei guanti, proteggono da tutti i compiti di pulizia e sono utili per le situazioni in cui si devono mettere in acqua le mani.

Generalmente, i guanti senza fodera, aderendo maggiormente alla pelle, facilitano la manipolazione degli oggetti.

I guanti, inoltre, sono impiegati nell’ambito della ristorazione per diminuire il contatto con le pietanze.

Coloro che lavorano nel settore della ristorazione, devono lavarsi le mani prima di iniziare a cucinare o indossare guanti monouso.

Esistono guanti con polvere e senza polvere.

I guanti senza polvere hanno in genere un costo maggiore.

Gran parte dei guanti monouso sono prodotti in Cina, Malesia e Vietnam.

I guanti sono a volte impiegati nella cura dei bambini, per evitare il contatto con feci ed urine.

I medici che lavorano negli ospedali ed ambulatori medici, utilizzano i guanti monouso sterili per effettuare visite o interventi chirurgici. Negli interventi di pronto soccorso, tali guanti proteggono sia i soccorritori dal sangue ed altri fluidi biologici, sia il soggetto soccorso dal contatto diretto con il personale sanitario.

I guanti monouso chirurgici hanno uno spessore leggermente superiore a quello dei comuni guanti monouso e la loro lunghezza è compresa tra 27 e 30 cm. Esistono anche guanti utilizzati dai ginecologici o veterinari di lunghezza compresa tra 40 e 60 cm.Inoltre, sono sterili per evitare di trasmettere infezioni ai pazienti.

I guanti monouso, per la loro sottigliezza e sensibilità al tatto, sono anche utilizzati in altri ambiti professionali, quali l'archeologia per manipolare delicati reperti, la farmacia per creare medicinali, la gastronomia per preparare cibi, rispettando le norme igieniche.

I guanti in gomma monouso non consentendo alla pelle di traspirare, causano sudore e i cattivi odori. Qualora il problema si presenta nei guanti multiuso, occorrerà lavarli frequentemente, asciugarli al rovescio ed indossare al di sotto idonei guanti in cotone sottile, da far asciugare all'aria al termine del lavoro.

I lavoratori allergici al lattice, devono utilizzare guanti costituiti da materiali sintetici come vinile e nitrile. Qualora si utilizzino oli e grassi, è preferibile utilizzare guanti in vinile e nitrile, in quanto i guanti in gomma naturale si lacerano.

Esistono diverse tipologie di guanti monouso che si contraddistinguono dal materiale utilizzato.

Ogni guanto viene utilizzato per una specifica attività.

I guanti medicali

I guanti medicali monouso sono costituiti da varie sostanze, come il lattice, la gomma nitrile ed il PVC. La polvere di amido di mais aiuta a lubrificare i guanti, facilitandone la calzata sulle mani.

Gli operatori sanitari utilizzano due tipologie di guanti: chirurgica e da esame.

I guanti chirurgici sono in genere sterili, mentre quelli da esame si trovano sia sterili che non sterili.

La clorurazione viene utilizzata per aiutare la calzata dei guanti senza l’uso di polvere.

Tale trattamento, colpisce alcune caratteristiche benefiche del lattice, ma diminuisce il numero di proteine del lattice allergizzanti.

I guanti costituiti da materiali come PVC, gomma nitrile o neoprene sono maggiormente utilizzati rispetto a quelli in lattice, in quanto quest’ultimi determinano frequentemente reazioni allergiche.

I guanti monouso in lattice sono caratterizzati da un’elevata sensibilità ed elasticità.

I guanti realizzati con lattice naturale (derivante dall’albero della gomma) hanno una maggiore resistenza a forature e strappi.

Quest’ultimi sono preferiti da coloro che lavorano a contatto con sostanze biologiche per la loro l’elevata impermeabilità.

I guanti monouso in lattice vengono frequentemente indossati da dentisti e medici per la loro elasticità, in quanto la gomma assume immediatamente la conformazione della mano e ritorna alla forma originale. Il loro utilizzo è comunque preferito anche da coloro che lavorano nell’ambito dell’estetica o della produzione di farmaci e cosmetici, a causa della contenuta resistenza chimica.

Per doppio guanto si intende la pratica di calzare due strati di guanti medici per diminuire il rischio di infezione o la perforazione dei guanti da oggetti taglienti duranti gli interventi medici.

I guanti antivirus, invece, vengono utilizzati dai chirurghi quando si trovano a contatto con persone affette da HIV o epatite.

I guanti monouso in polietilene

I guanti in polietilene sono maggiormente utilizzati nei distributori di benzina, nei supermercati, e nei banconi per generi alimentari. Quest’ultimi, infatti, sono idonei al contatto con i cibi, in quanto rispettano le normative europee sulla sicurezza alimentare.

Non sono caratterizzati da un’elevata resistenza, in quanto il loro principale obiettivo è quello di tutelare dallo sporco mani ed oggetti.

I guanti monouso in polietilene, inoltre, sono utili anche in ambito sanitario (negli ospedali ed ambulatori), in quanto proteggono pur mantenendo un’elevata sensibilità durante l’uso.

Tali guanti, oltre ad un uso professionale, sono utilizzati anche per le pulizie domestiche.

Quest’ultimi, vengono utilizzati anche da estetisti, veterinari e nell’ambito zootecnico.

I guanti monouso in nitrile

Il nitrile è una gomma sintetica con un minore contenuto proteico rispetto al lattice, ma è più resistente alla lacerazione.

Inoltre, questo materiale è molto resistente a varie sostanze chimiche ed è sicuro per le persone allergiche al lattice.

I guanti monouso in nitrile sono dunque i più resistenti.

I guanti monouso in vinile

I guanti monouso in vinile con polvere vengono prodotti con materiali sintetici (ad esempio PVC e ftalati) e vengono ampiamente impiegati negli ospedali per motivi economici.

L’aggiunta dei plasticizzanti conferisce un’elevata malleabilità ed elasticità.

Questi guanti hanno minore sensibilità e resistenza rispetto a quelli in nitrile, in quanto si lacerano facilmente (ad esempio effettuando una pressione con le dita).

Tale materiale non presenta acceleratori e proteine naturali, ma rispetto al lattice diminuisce la possibilità di determinare allergie.

In base allo spessore, questi guanti possono essere anche sicuri. E’ importante che vengano smaltiti correttamente, in modo tale che il PVC non produca diossina.

Tali guanti, presentano una superficie microruvida e conferiscono sensibilità tattile.

Inoltre, vengono utilizzati come dispositivi medici, in quanto consentono un’adeguata adesione alle mani, non presentano talco e diminuiscono il rischio di dermatiti.

Cos’è il lattice?

Il lattice è un'emulsione dall’aspetto lattiginoso e consistenza colloidale, in genere di colore bianco, ma può essere anche giallo, arancione o rosso.

Si trova in specifiche cellule (i laticiferi) di molte piante e nei funghi dei generi Lactarius, Lactifluus e Multifurca furcata.

Il lattice, inoltre, può contenere alcaloidi, proteine ed altre sostanze in base alla specie vegetale che lo produce.

L'Hevea Brasiliensis è la pianta dalla quale si ricava il latticepiù pregiato.

Tale pianta si trova nelle foreste tropicali asiatiche, nella Malaysia e nello Sri Lanka.

Il lattice naturale si ricava anche da altre piante, quali l'Hevea Guianensis e l'Hevea Benthamiana.

Il materiale naturale dotato di maggiore elasticità è la gomma isolata dal lattice, in quanto ha la naturale ed istantanea caratteristica di riassumere la conformazione originale dopo essere stato compresso o allungato. Per questo motivo, è il miglior materiale per realizzare guanti medicali o materassi. L'impiego del lattice nell'industria è in continua espansione.

Questo materiale, infatti, viene utilizzato insieme ad altri materiali per realizzare vari prodotti, quali oggetti igienico-sanitari, giocattoli, pneumatici e guarnizioni.

Il lattice estratto dalle piante officinali, invece, viene utilizzato come medicinale.

Una di queste piante è Il papavero da oppio, le cui caratteristiche psicolettiche vengono sfruttate per uso ricreativo.

Il lattice del fico, invece, viene apposto fresco su porri e verruche.

Il lattice risulta inoltre molto igienico in quanto attua un'attività battericida e germicida.

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