I dispositivi di protezione della testa

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Protezione del capo e sicurezza sul lavoro

Gli operai edili sono obbligati a portare il caschetto in cantiereLa testa dei lavoratori potrebbe essere esposta a danni dovuti alla presenza di rischi di natura meccanica, termica, elettrica, chimica.
La protezione avviene tramite cuffie monouso, copricapi ed elmetti protettivi.
L’uso è subordinato alla messa in atto di misure tecniche e/o organizzative mirate a proteggere il lavoratore da possibili rischi presenti sul posto di lavoro.
Lo scopo primario è quello di proteggere la parte superiore della testa dell’operatore contro possibili lesioni, ma non solo, anche dal punto di vista igienico.
Labor Security srl offre articoli specifici, consentendo di acquistare quelli adatti alla propria situazione lavorativa.
Le informazioni fornite dal fabbricante sono a tal fine indispensabili per effettuare la giusta scelta.
La selezione si basa sulla valutazione dei potenziali rischi presenti nell’ambiente lavorativo, per poi fornire dispositivi protettivi come casco, cuffia e copricapo. Molte realtà vedono infatti la contemporanea presenza di più rischi.
I danni potrebbero essere dovuti a qualche incidente di origine meccanica, per la proiezione di frammenti o caduta di materiale dall’alto. I traumi potrebbero essere leggeri, come ematomi del cuoio capelluto, fino a comportare conseguenze mortali.
Altre fonti di rischio sono rappresentate dalla presenza di fiamme, con conseguenti ustioni del capo. Per alcune attività, che vedono ad esempio lo spegnimento di incendi o che sono esposte a temperature molto basse, occorrono dispositivi con resistenza termica. La gravità del danno è funzione del tempo di esposizione e dell’intensità della radiazione emessa.
In commercio esistono inoltre protezioni di diversa natura, con isolamento elettrico: il danno può essere provocato da accidentali contatti con elementi in tensione sia fissi sia in movimento (si va da una semplice perdita di coscienza a conseguenze mortali).
I rischi possono essere anche di natura chimica, per esposizione a possibili spruzzi o colate che possono colpire accidentalmente l’utilizzatore, o di tipo biologico (virus, batteri, parassiti, ecc.).
I lavoratori cui viene assegnato un dispositivo protettivo del capo dovranno firmare un modulo di consegna DPI (Dispositivi di protezione individuale) ad uso personale.

L’elmetto protettivo

Il casco di protezione, una volta indossato, non deve creare disagi per lo svolgimento della mansione. Deve avere un ottimo confort ed essere facilmente adattabile alla testa dell’operatore, garantendo allo stesso tempo una sufficiente ventilazione.
E’ necessaria la compatibilità con eventuali altri dispositivi protettivi individuali da indossare. Devono essere sempre osservate le istruzioni fornite dal fabbricante e la marcatura presente.
Un’errata selezione comporta uno scarso livello protettivo.
I caschi protettivi offerti nel nostro shop online restano al loro posto anche nei movimenti più importanti e assicurano una protezione totale senza perdere comfort.
Molti offrono resistenza contro le deformazioni laterali. Garantiamo prodotti di ottima qualità e di facile manutenzione.
La vasta gamma di offerta dei caschi consente di scegliere tra articoli specifici.
I prodotti, dotati di fori per la ventilazione, evitano l’eccessiva sudorazione, soprattutto nei periodi estivi. Sono inoltre stati progettati per l’uso in ambienti gravosi, garantendo necessariamente una buona protezione, massima visibilità e una corretta ventilazione. Ottimi per l’utilizzo in ambito industriale, forestale ed edile.
Tutti i dispositivi sono stati realizzati nel rispetto delle normative vigenti in modo da offrire una totale sicurezza agli addetti.

Il colore dell’elmetto di protezione

I vari colori disponibili nascondono dei significati molto precisi che ora andiamo a conoscere. Si fa presente che non esiste una legge che stabilisce quali debbano essere i colori da acquistare.
Vanno bene caschetti di qualsiasi colore, basta che abbiano la giusta protezione. Non vi è un obbligo in merito alla scelta del colore in rapporto al ruolo occupato in azienda.
Generalmente però si sceglie il colore:

  • rosso per coloro che occupano un ruolo molto delicato in edilizia, quali il preposto ai lavori, il capo cantiere, il gruista o coloro che gestiscono le emergenze in un determinato momento (prevenzione incendi, evacuazione e primo soccorso negli ambienti lavorativi);
  • giallo (il più comune colore adottato in cantiere) per indicare un qualunque operaio;
  • bianco per le persone ausiliarie (ingegneri, architetti);
  • grigio, solitamente utilizzato dai tecnici impiantisti, elettricisti oppure idraulici, che non sono continuamente presenti sul posto di lavoro;
  • blu, ad indicare il ruolo di coordinatore per la sicurezza (che interviene nelle fasi di progettazione ed esecuzione).

La scelta dei colori delle protezioni individuali è dunque a piacimento del datore di lavoro che li acquista.

Quando la protezione è inadeguata?

Una scelta del casco che non tenga conto del tipo, delle entità dei rischi e delle condizioni di lavoro porta ad acquistare un articolo non adatto all’operatore. L’uso scorretto comporta inoltre un’inadeguata protezione. Diversi sono i fattori che vanno a compromettere l’efficienza:

  • mancata o errata manutenzione;
  • conservazione del prodotto in pessimo stato (sporco, logorato, deteriorato).

È bene sostituirlo in caso di evidenti segni di deterioramenti.

La marcatura dell’elmetto

Su ogni elmetto deve essere apposta una marcatura durevole stampata contenente diverse informazioni, quali la tipologia, il nome della norma, nome o marchio di identificazione del fabbricante, anno e trimestre di fabbricazione, indicazione del materiale che costituisce la calotta, taglia o gamma di taglie.
Vi sono anche altri elementi supplementari, riportati in modo chiaro e comprensibile per il consumatore. L’utilizzatore deve infatti essere a conoscenza in merito alla regolazione del dispositivo e al momento di sostituzione. Non devono essere applicati vernici, adesivi o etichette autoadesive.

Cuffie e copricapi

Cuffie e copricapi sono indossati per racchiudere i capelli, soprattutto quelli lunghi, sia per motivi di protezione (operazioni comportanti il transito nei pressi di organi rotanti con evidente pericolo di impigliamento dei capelli, o nelle vicinanze di fiamme o materiali incandescenti) sia per il rispetto dell’igiene (ambito alimentare, sanitario e lavori di sanificazione).
Offriamo articoli che si indossano facilmente, molto leggeri ma allo stesso tempo resistenti, lavabili (o monouso), che racchiudono i capelli in modo completo.
Capelli e frammenti cutanei costituiscono contaminazione particellare e apportano microbi.
Durante lo svolgimento della propria mansione è bene che non vengano toccati con le mani, per non contaminarle. Generalmente in colore chiaro, sono adatti anche in caso di presenza di polvere. Per quanto riguarda il tessuto, non deve perdere peli e deve essere resistente.
Queste protezioni vanno adottate in particolare nel settore alimentare (bar, ristoranti, macellerie, ecc.) e sanitario (ambito ospedaliero).
Devono essere indossate in qualsiasi ambiente in cui venga preparato, cucinato e/o somministrato o distribuito qualsiasi cibo o bevanda.
Sono dunque coinvolti bar, cucine di ristoranti e tavole calde; in particolare tutti coloro a contatto diretto con panini e tramezzini di ogni tipo, latticini, pizzette e salatini, prodotti di gastronomia, bevande in lattina e/o alla spina, ecc.
Lavorare con igiene e proteggersi è importante, perché sul cuoio capelluto vi sono un’infinità di microrganismi.
Gli addetti potrebbero essere portatori diretti di germi o di corpi estranei, molte volte per comportamenti non corretti.
La sicurezza in cucina è fondamentale per prevenire i numerosi casi di malattie causate dalla scarsa igiene personale.
Le protezioni sono indispensabili per soddisfare i principi dell’HACCP in merito alla sicurezza alimentare; è infatti necessario che il personale impegnato nella preparazione/manipolazione degli alimenti:

  • sia addestrato e/o formato, in materia di igiene alimentare, in relazione al tipo di attività, secondo quanto previsto dalle specifiche norme in vigore;
  • indossi un abbigliamento adeguato, che includa il copricapo (oltre la sopravveste);
  • indossi abiti adatti e puliti per non contaminare il piano di lavoro (vanno messi nel guardaroba in un’area a parte rispetto a quelli personali).

È veramente importante il comportamento di chi manipola gli alimenti e dunque un elevato livello d’igiene al fine di evitare la presenza nei cibi di batteri, virus e parassiti.
Per quanto riguarda invece l’ambito sanitario, il Decreto Legislativo 81/08 fissa l’obbligo di un copricapo per creare una barriera di sicurezza tra medici o infermieri e i pazienti, al fine di evitare il rischio biologico e quindi possibili malattie trasmissibili.
La probabilità di un rischio infettivo è elevata all’interno degli ospedali: è importante salvaguardare i lavoratori, che devono essere informati il più possibile in merito.
La protezione del capo è indicata per l’effettuazione degli interventi chirurgici nelle sale operatorie, ma deve essere integrata ovviamente con tutti gli altri accessori necessari.
La scelta tiene conto del livello di esposizione e deve essere adatta alle condizioni del lavoratore.
Si fa presente che il fattore di rischio da contaminazione attraverso il capo può essere considerato in molte realtà sicuramente modesto rispetto alle vie respiratorie, ma non si può trascurare.
Le cuffie monouso, in particolare, proteggono dalla contaminazione di aerosol, batteri, virus e sono da utilizzare quando si deve operare in luoghi contaminati.
Ogni tipologia di copricapo deve essere impermeabile all’acqua e permeabile all’aria, inodore, con una tenuta perfetta, privo di fibre di vetro o colle.
La cuffia deve essere indossata facendo attenzione a coprire completamente i capelli; meglio se raccolti con elastici prima di indossarla, onde evitare una fuoriuscita degli stessi mentre si è impegnati nelle procedure di assistenza. La cuffia va rimossa tirandola dall’alto.
Tutto ciò che è monouso deve inoltre essere indossato una sola volta e poi smaltito in un contenitore apposito per rifiuti sanitari pericolosi a rischio di infezioni.


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