Kit Cassetta di Primo Soccorso nei Luoghi di Lavoro

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Tipologie di corsi di formazione per addetti al primo soccorso

I lavoratori che devono ricoprire il ruolo di addetti al primo soccorso devono frequentare un corso di formazione con parte teorica e pratica sulle misure di primo intervento. Questo corso deve essere svolto da personale medico, secondo un numero di ore stabilito da D.M. 388 del 15 luglio 2003, sulla base del tipo di attività, numero di lavoratori, turnazioni e fattori rischiosi. Passiamo dunque alla classificazione. Al gruppo A appartengono le seguenti tipologie di aziende:

  • Attività industriali, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari, fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;
  • Aziende con oltre 5 lavoratori con indice infortunistico INAIL di inabilità permanente maggiore di 4;
  • Aziende con oltre 5 lavoratori del settore agricolo che hanno un contratto a tempo indeterminato.

Rientrano nel gruppo B tutte le aziende o unità produttive con almeno tre lavoratori, non appartenenti al gruppo A. Il gruppo C comprende invece tutte le aziende che contano massimo due lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Una volta nominati gli addetti al primo soccorso, il Datore di Lavoro deve garantire loro un’adeguata formazione, di durata variabile a seconda del tipo di azienda:

  • Corso di 12 ore per le aziende di gruppo B e C;
  • Corsi di 16 ore per le aziende del gruppo A.

Il corso di formazione ha lo scopo di fornire tutte le nozioni necessarie all’addetto per lo svolgimento dei suoi compiti all’interno dell’azienda. Ogni 3 anni la formazione andrà aggiornata con un corso di 6 ore per il gruppo A e di 4 ore per i gruppi B e C.

Cassetta di primo soccorso aziendale: cosa c’è all’interno?

A garantire la presenza del kit di primo soccorso deve essere il Datore di Lavoro; la cassetta di primo soccorso deve trovarsi in una postazione facilmente accessibile e garantire la tempestività del primo soccorso. Essa deve essere dunque:

  • Custodita sempre sul posto di lavoro;
  • Posizionata in un luogo visibile e facilmente accessibile;
  • Opportunamente segnalata da cartelli.

La normativa vigente obbliga a segnalare la cassetta di primo soccorso con un apposito cartello che deve avere delle caratteristiche specifiche. Il cartello deve essere di forma rettangolare, lo sfondo deve essere verde con pittogramma bianco a forma di croce. La normativa non specifica né impone restrizioni sul materiale o le dimensioni di questo cartello; quest’ultimo può essere di plastica o di alluminio, di diverse grandezze (è consigliabile lo standard 250×310 mm per maggiore visibilità). Il D.M. 388 stabilisce che le aziende dei gruppi A e B devono avere obbligatoriamente una cassetta di primo soccorso. Nelle aziende o unità produttive del gruppo C, invece, dovrà essere garantita la presenza di un pacchetto di medicazione. Il contenuto del pacchetto o della cassetta di primo soccorso non deve essere scaduto. Di seguito vengono elencati i contenuti minimi della cassetta di primo soccorso aziendale, in conformità con quanto previsto dal Decreto Ministeriale n. 388, del 15 luglio 2003:

  • 5 paia di guanti sterili monouso;
  • 1 visiera paraschizzi;
  • 1 flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro;
  • 3 flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro – 0, 9%) da 500 ml;
  • 10 compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole;
  • 2 compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole;
  • 2 teli sterili monouso;
  • 2 pinzette da medicazione sterili monouso;
  • 1 confezione di rete elastica di misura media;
  • 1 confezione di cotone idrofilo;
  • 2 confezioni di cerotti di varie misure pronti all’uso;
  • 2 rotoli di cerotto alto cm. 2,5;
  • 1 paio di forbici;
  • 3 lacci emostatici;
  • 2 confezioni di ghiaccio istantaneo;
  • 2 sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari;
  • 1 termometro;
  • 1 apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.

Il pacchetto di medicazione (per le aziende del gruppo C) deve invece contenere:

  • 2 paia di guanti sterili monouso;
  • 1 flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml;
  • 1 flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml
  • 1 busta di compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole;
  • 3 buste di compresse di garza sterile 10 x 10;
  • 1 pinzette da medicazione sterili monouso;
  • 1 confezione di cotone idrofilo;
  • 1 confezione di cerotti di varie misure pronti all’uso;
  • 1 rotolo di cerotto alto cm 2,5;
  • 1 rotolo di benda orlata alta cm 10;
  • 1 paio di forbici;
  • 1 laccio emostatico;
  • 1 confezione di ghiaccio istantaneo;
  • 1 sacchetto monouso per la raccolta di rifiuti sanitari;
  • Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza.

Non esiste un numero obbligatorio di cassette da avere in azienda, la decisione spetta al Datore di Lavoro. Possiamo dire però che la quantità di cassette di primo soccorso deve essere sufficiente per poter affrontare una situazione di emergenza, quindi deve essere stabilita in base al numero di lavoratori presenti sul posto di lavoro. Il Decreto Legislativo 81/08 indica le sanzioni a carico del Datore di Lavoro in caso di assenza di cassetta di primo soccorso o irregolarità del contenuto della stessa:

  • arresto e detenzione da 2 a 4 mesi;
  • ammenda da 837,62 € a 4.467,30 €.

Addetti al primo soccorso in azienda: i compiti

Il primo soccorso consiste in interventi da intraprendere per affrontare un’emergenza sanitaria che potrebbe verificarsi in azienda, mentre si attende l’arrivo di personale medico qualificato. Il primo soccorso è diverso da pronto soccorso; quest’ultimo si riferisce alle tecniche mediche, chirurgiche e farmaceutiche da parte di professionisti. Ogni persona viene nominata e formata come addetto al primo soccorso aziendale, ha il compito di:

  • Riconoscere una situazione di emergenza, valutare lo stato della vittima e, se necessario, dare l’allarme al Servizio di pronto intervento sanitario;
  • Prestare assistenza grazie alle nozioni apprese durante gli appositi corsi di formazione;
  • Fare in modo che non subentrino ulteriori danni per la vittima a causa di un mancato o errato soccorso.

Formare in azienda persone incaricate ad agire in caso di primo soccorso è uno strumento utile per la tutela della salute dei lavoratori, per offrire un tempestivo intervento in caso di infortunio o malore improvviso. Va precisato che non si tratta di una squadra di pronto soccorso; per tale motivo il Datore di Lavoro deve formare addetti al primo soccorso per gestire situazioni di emergenza sul posto di lavoro.

Primo soccorso in azienda: come organizzarlo?

Organizzare il primo soccorso aziendale è importante per la tutela della salute dei lavoratori. Cosa deve fare il Datore di Lavoro?

  • Deve organizzare una squadra di addetti al primo soccorso, sulla base della tipologia di attività svolta, grandezza dell’azienda e numero di dipendenti. I lavoratori incaricati non possono rifiutarsi di ricoprire tale ruolo assegnato (la nomina non comporta un aumento dello stipendio, né agevolazioni sull’orario di lavoro); il Datore di Lavoro deve nominare persone idonee dal punto di vista fisico e psicologico.
  • Deve informare ogni lavoratore sui nominativi dei lavoratori incaricati.

Cosa possiamo apprendere durante un corso di primo soccorso?

Il corso di formazione per gli addetti al primo soccorso aziendale è erogato con lo scopo di far apprendere ai partecipanti i seguenti argomenti:

  • Come avvisare i soccorsi: è importante riferire in modo chiaro e preciso ogni informazione utile ai servizi di assistenza sanitaria;
  • Come riconoscere un’emergenza di tipo sanitario: a tal fine, il corso fornisce nozioni principali sull’apparato cardiovascolare e respiratorio;
  • Come eseguire le manovre di primo soccorso: ad esempio la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco;
  • I rischi specifici dell’attività lavorativa;
  • Come riconoscere i traumi e i malori che potrebbero verificarsi sul posto di lavoro: lussazioni, fratture, ferite, lesioni, emorragie, ecc.
  • Come intervenire sul paziente: tecniche di rianimazione cardiopolmonare, il tamponamento in caso di emorragia, ecc.

Il corso prevede esercitazioni pratiche in cui il docente simula delle situazioni di emergenza. Per il rilascio dell’attestato finale deve essere effettuato un test di verifica dell’apprendimento. Il corso deve essere aggiornato entro massimo tre anni.

Utilizzo del DAE (Defibrillatore automatico esterno)

Negli ambienti di lavoro in cui sono richiesti sforzi fisici oppure lì dove i mezzi di soccorso non riusciranno mai ad arrivare tempestivamente, è opportuno mettere a disposizione il defibrillatore a tutela della salute dei lavoratori. Il defibrillatore potrebbe salvare la vita alle persone colpite da un arresto cardiaco; è uno strumento che emette uno shock elettrico che consente al battito cardiaco di riprendere il suo regolare ritmo. Cosa s’intende per “defibrillazione”? Si tratta di una tecnica di tipo medico che ha lo scopo di riportare alla stabilità il ritmo del cuore, attraverso la somministrazione di scariche elettriche; potrebbe infatti accadere che un lavoratore sia affetto da tachicardia ventricolare senza polso e fibrillazione ventricolare. Oltre ai corsi di formazione previsti dal D.M.388/03 per la squadra di primo soccorso aziendale, nelle aziende in cui è messo a disposizione un defibrillatore è prevista anche la frequenza a corsi BLSD (Basic Life Support Defibrillation).

 

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