Aiutiamo a salvare una vita: Defibrillatore semiautomatico

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Attacco cardiaco: l’importanza del defibrillatore

AIUTIAMO A SALVARE UNA VITA

La maggior parte dei casi di attacco cardiaco è causata da una defibrillazione ventricolare, una pericolosa aritmia cardiaca che si potrebbe risolvere applicando una scarica elettrica al cuore grazie all’utilizzo di un Defibrillatore (DAE). Alcuni morti sono inevitabili, ma in moltissimi casi, applicare subito una defibrillazione può salvare la vita. Sono infatti due le principali cause per cui il cuore smette di battere:

  • un infarto del miocardio, nel quale un trombo impedisce sangue di affluire al muscolo cardiaco, provocandone la morte del tessuto muscolare e quindi l’interruzione dell’attività cardiaca;
  • una fibrillazione ventricolare, per la quale l’attività elettrica del muscolo cardiaco diventa caotica, impedendo al cuore di battere regolarmente.

La morte cardiaca Improvvisa è una situazione nella quale il battito cardiaco si ferma all’improvviso. E’ proprio il defibrillatore automatico l’apparecchio in grado, grazie al rilascio di una scarica elettrica, di intervenire per risolvere queste casistiche. Vitale è agire immediatamente utilizzando un defibrillatore che permette al cuore di riprendere il proprio ritmo cardiaco. Basti pensare che ogni minuto che trascorre dall’arresto cardiaco si riduce di circa il 10% la probabilità di successo e dopo circa 10 minuti i danni subiti a livello cerebrale sono irreversibili. Velocità e preparazione fanno la differenza tra la vita e la morte. Il DAE deve essere a portata di mano, in modo tale che entro cinque minuti può essere garantito l’intervento tempestivo da parte dell’esecutore. Più dell’80% delle vittime di M.C.I. (morte cardiaca improvvisa) rianimate, lasciano l’ospedale entro un anno dall’accaduto. Più della metà sopravvive almeno altri 5 anni dopo essere state rianimate da un DAE. La maggior parte delle persone sopravvissute alla M.C.I. possono tornare alla loro vita normale e riacquistano i precedenti livelli di funzionalità.

Chi può utilizzare il DAE – defibrillatore?

Non è richiesta alcuna licenza per acquistare e custodire un defibrillatore. Il defibrillatore semiautomatico in sede extraospedaliera può essere utilizzato anche da personale sanitario non medico (laico). Il soccorritore deve aver ricevuto una formazione specifica (di almeno cinque ore) nelle attività di rianimazione cardio-polmonare; si tratta di un corso che deve essere obbligatoriamente erogato da un centro di formazione accreditato dalla Regione. Al termine del Corso per il defibrillatore/BLSD il soccorritore sarà quindi in grado di attuare le manovre rianimatorie sulla vittima in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati. I defibrillatori che sono presenti sulle ambulanze e in ambito ospedaliero sono modelli manuali, molti più grandi dei semiautomatici e possono essere adoperati solo da chi è altamente qualificato. I defibrillatori semiautomatici DAE sono piccoli e impostati in modo tale che ogni operatore possa intervenire semplicemente sentendo i loro messaggi vocali e monitorando i segnali visivi sullo schermo. Il BLS-D è dunque una tecnica di primo soccorso che include la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e diverse azioni di supporto di base alle funzioni vitali. Si fa presente che nelle aziende deve essere nominato obbligatoriamente almeno un lavoratore addetto al primo soccorso.

Come si utilizza il defibrillatore semiautomatico?

Il DAE (defibrillatore semiautomatico esterno), riesce in modo autonomo ad esaminare il ritmo cardiaco e informa il soccorritore di fornire una scarica elettrica se il cuore è affetto da un ritmo cardiaco mortale. I defibrillatori semiautomatici sono molto sicuri e non emettono scariche elettriche se non opportuno. Anche il personale non sanitario può adoperarli, dopo aver superato un breve corso di formazione. Il defibrillatore semiautomatico, di facile e intuitivo utilizzo, una volta collegato correttamente al paziente, compie la diagnosi del ritmo cardiaco, escludendo da questo compito i soccorritori; questi ultimi devono solo assicurarsi che l’operazione avvenga in condizioni di sicurezza per la vittima. La decisione di eseguire la scossa è a completa descrizione del defibrillatore: l’operatore deve solo azionare il bottone di riferimento. Tale sistema evita l’abuso della professione medica e consente a chi si trova vicino al paziente di stare al sicuro. La comunicazione all’utilizzatore avviene attraverso i comandi vocali e visivi presenti sul monitor riportato sulla macchina. Le caratteristiche principali sono le seguenti:

  • Analisi automatica dell’attività elettrica del cuore attraverso due elettrodi adesivi posizionati sul torace del paziente;
  • Indicazione di erogazione della scarica in presenza di fibrillazione o tachicardia ventricolare;
  • Guide vocali e visive per supporto al soccorritore nelle varie fasi;
  • Livelli di energia reimpostati.

Il defibrillatore è uno strumento fondamentale nel trattare l’arresto cardiaco, un’emergenza estrema, che potrebbe andare a buon fine solo ricorrendo al defibrillatore, in luoghi ospedalieri o extra-ospedalieri. E’ importante sapere come si utilizza. Il soccorritore deve innanzitutto capire se si tratta di un arresto cardiaco. In questa fase si dà l’allarme all’ambulanza, si mette in atto la rianimazione cardiopolmonare, caratterizzata dal massaggio cardiaco intervallato dalle insufflazioni. Il defibrillatore semi-automatico va attivato tempestivamente, seguendo anche in questa fase le istruzioni del 112/118.
Il soccorritore deve seguire questi passaggi:

  • Assicurarsi che la vittima stia lontana da eventuali pericoli;
  • Azionare il defibrillatore;
  • Togliere gli indumenti dal torace del paziente;
  • Estrarre gli elettrodi dal loro involucro, pulire e asciugare la cute del paziente e, se opportuno, tagliare i peli in eccesso del petto per facilitare il contatto degli elettrodi;
  • Posizionare gli elettrodi premendo sulla parte adesiva degli stessi;
  • Solo quando il defibrillatore si accorge che gli elettrodi sono collegati alla vittima, ha inizio l’analisi del ritmo cardiaco;
  • Se necessario, erogare una scarica (il soccorritore se ne accorgerà dalla comparsa di spie lampeggianti e/o da segnali acustici): deve essere premuto un apposito pulsante, ma solo dopo aver controllato che nessuno stia toccando il paziente.
  • Solo dopo che è stata emanata la scarica (lo strumento informa che la scarica è stata erogata) sarà possibile toccare il paziente per effettuare, su indicazione del defibrillatore, il massaggio cardiaco;
  • Nella situazione in cui il defibrillatore non indicasse l’erogazione della scarica, bisogna attenersi alle indicazioni visive o acustiche e continuare con la rianimazione cardiopolmonare.

Se chi è testimone di un arresto cardiaco cominciasse il massaggio cardiaco senza attendere l’ambulanza, la percentuale di sopravvivenza sarebbe quasi il triplo. Purtroppo però in Europa solo il 15% delle persone che si trovano in situazioni di arresto cardiaco sa eseguire le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

L’uso del defibrillatore è un rischio per il soccorritore?

Se il soccorritore utilizza in modo appropriato il defibrillatore, quest’ultimo non può rappresentare un rischio per la sua incolumità. La scarica elettrica è impostata in modo tale da andare da un elettrodo all’altro, attraverso il torace della vittima. Alcune accortezze, come ad esempio l’uso dei guanti e quella di non toccare il paziente quando viene inviata la scarica, sono importanti misure di sicurezza per i soccorritori e per le persone che sono nelle vicinanze. E’ importante ricordare che l’intervento del soccorritore non è mai dannoso per la vittima; solo il mancato utilizzo del DAE può impedire di salvare una vita.

Dove è utile posizionare un defibrillatore?

E’ consigliabile mettere a disposizione un defibrillatore in tutti i luoghi che non possono essere raggiunti in tempi brevi dal Servizio di pronto intervento sanitario, per questioni di distanza o semplicemente di traffico (ad esempio i paesi distanti dalle strutture ospedaliere). Il defibrillatore è utilissimo in tutti i luoghi affollati: aeroporti, ferrovie e metropolitane, porti navali, autogrill, centri sportivi, farmacie, ambulatori medici, cliniche private, centri benessere, centri commerciali, teatri, scuole, chiese, piazze affollate, ecc. Mediamente l’ambulanza impiega tra gli 8 e i 12 minuti per arrivare sulla scena. In caso di arresto cardiaco, per ogni minuto che passa, si riduce la possibilità di sopravvivenza di circa il 10%; quando arriva l’ambulanza con il defibrillatore, potrebbe essere troppo tardi. È per questa ragione che l’operatore del 112/118 al quale ci rivolgiamo ci farà la seguente domanda: “c’è un defibrillatore nelle vicinanze?”. Il defibrillatore deve trovarsi in una zona visibile. Vediamo allora quali sono gli elementi da considerare quando si sceglie il posto per un defibrillatore. È fondamentale che le persone possano intervenire senza perdere tempo. Il defibrillatore deve essere visibile, in una zona ben illuminata: può sembrare scontato, ma, se messo in un cassetto dell’ufficio, in un ripostiglio o in una stanza chiusa, sarà poco utile in caso di emergenza. Anche se dal punto di vista estetico non sarà il massimo il fatto che si veda un defibrillatore, bisogna avere buon senso. La postazione del defibrillatore deve essere segnalata da un idoneo cartello; ciò evita la perdita di tempo prezioso per ricercare un defibrillatore nelle vicinanze ed intervenire rapidamente. In caso di edifici con più piani, potrebbe essere utile posizionare più defibrillatori.

Come riconoscere un arresto cardiaco?

L’arresto cardiaco è un’improvvisa cessazione della funzione cuore, che improvvisamente non batte più. Ciò comporta la perdita di coscienza e dell’attività respiratoria.
Sono dunque due i segnali che ci fanno capire che si tratta di un arresto cardiaco:

  • La persona non è cosciente: cade a terra o si accascia sulla sedia all’improvviso; se le si parla ad alta voce e la si scuote, questa non ha reazioni.
  • Assenza di respirazione: il torace è fermo, non è presente flusso d’aria; ciò accade perché la respirazione è strettamente legata all’attività cardio-circolatoria (se manca una delle due, si arresta anche l’altra).

Quali sono i fattori di rischio?

  • Età adulta
  • Sesso maschile
  • Famigliari affetti da coronaropatia
  • Predisposizione genetica
  • Fumo di sigarette
  • Pressione alta
  • Elevati Livelli di colesterolo
  • Diabete mellito
  • Obesità

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