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	<title>Labor Security</title>
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	<description>Azienda di consulenza sulla sicurezza del lavoro</description>
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		<title>Obblighi dei Lavoratori &#8211; D.lgs. 81/08</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 18:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Obblighi dei Lavoratori ai sensi D.Lgs. 81/08. In conformità a quanto disposto  dall’art 20 del D.Lgs.9 aprile 81/08,Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro, i lavoratori debbono in sede lavorativa contribuire, in concertazione con il datore di lavoro, i dirigenti &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/obblighi-dei-lavoratori-d-lgs-8108/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-size: x-large;"><strong>Gli Obblighi dei Lavoratori ai sensi </strong><strong>D.Lgs. 81/08. </strong></span></p>
<p style="text-align: left;">In conformità a quanto disposto  <strong><em>dall’art 20 del D.Lgs.9 aprile 81/08,Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro</em>,</strong> i lavoratori debbono in sede lavorativa contribuire, in concertazione con il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti, all&#8217;adempimento degli obblighi ivi previsti. In particolare, occorre rammentare che i lavoratori <em>hanno il dovere</em>:</p>
<p style="text-align: left;">- <strong>Prendersi cura della propria sicurezza e salute personali</strong>, contribuendo in tal modo, in <em>maniera attiva</em>, alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Pertanto il lavoratore diventa soggetto attivo che con il suo contributo , partecipa al  miglioramento della sicurezza  e della salute dei luoghi di lavoro. Per offrire il suddetto contributo <em>il lavoratore dovrà essere idoneamente formato ed informato a cura del datore  di lavoro</em>. Pertanto dovrà partecipare ai corsi di formazione ed eventi formativi che il suddetto decreto prevede in maniera specifica per i lavoratori. Dovrà inoltre contribuire alla realizzazione delle <strong>squadre di emergenza</strong>, partecipando su richiesta del datore  di lavoro a <em><a title="corsi antincedio Labor Security in Aula" href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-di-prevenzione-antincendio/">specifici corsi antincendio</a> e <a title="corsi per addetti al primo soccorso  aziendale-Labor Security" href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-di-primo-soccorso-aziendale/">corsi di primo soccorso aziendale.</a></em></p>
<p style="text-align: left;">- <strong>Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite in merito alla protezione individuale e collettiva</strong> , da parte del datore di lavoro o dei dirigenti o preposti incaricati in merito. Il rispetto di quanto suddetto, trattandosi di disposizioni che  scaturiscono dalla valutazione dei rischi aziendali, sicuramente  determina beneficio in termini di riduzione degli infortuni e delle malattie professionali legate agli specifici fattori di rischio esistenti in Azienda                                                                                                                                                      - <strong>utilizzare in modo appropriato le attrezzature e macchinari di lavoro</strong>, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza.</p>
<p style="text-align: left;">-<strong> utilizzare correttamente gli appositi dispositivi di sicurezza</strong>, in specie i <strong>D.P.I.</strong> <em>(dispositivi di protezione individuali)            </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>- </em><strong>segnalare immediatamente, a chi di competenza, le eventuali deficienze relative alle attrezzature e ai macchinari di lavoro,</strong> nonché qualsivoglia potenziale situazione di pericolo che possa mettere a repentaglio l’incolumità individuale e collettiva sui luoghi di lavoro.</p>
<p style="text-align: left;">-<strong>non rimuovere o modificare, se non previa autorizzazione, i dispositivi di sicurezza</strong> o di segnalazione o di controllo, e pertanto non rivelarsi di intralcio, con comportamenti inopportuni, all&#8217;ordinaria attività lavorativa.</p>
<p style="text-align: left;">- <strong>partecipare ai programmi di formazione e sottoporsi ai controlli sanitari</strong> ove e  quando previsti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I corsi Ecm (&#8220;Educazione Continua in Medicina&#8221;)</title>
		<link>http://www.laborsecurity.it/i-corsi-ecm-educazione-continua-in-medicina/</link>
		<comments>http://www.laborsecurity.it/i-corsi-ecm-educazione-continua-in-medicina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione Continua in Medicina (Ecm)]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa sono i corsi Ecm L&#8217;ECM (&#8220;Educazione Continua in Medicina&#8221;) è un programma nazionale di attività formative attivo ed obbligatorio in Italia dal 2002, grazie al quale il Professionista Sanitario si aggiorna per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/i-corsi-ecm-educazione-continua-in-medicina/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="background-color: #ffffff;"> <strong><span style="color: #ff0000;">Cosa sono i corsi Ecm</span></strong></span></h2>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><em>L&#8217;<a href="http://www.laborsecurity.it/corsi-ecm-online/" ><strong>ECM</strong></a></em><a href="http://www.laborsecurity.it/corsi-ecm-online/" > (&#8220;Educazione Continua in Medicina&#8221;)</a> è un programma nazionale di attività formative attivo ed obbligatorio in Italia dal 2002, grazie al quale <strong>il Professionista Sanitario si aggiorna per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze organizzative e operative del Servizio sanitario e del proprio sviluppo professionale</strong>.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Gli operatori della salute hanno l&#8217;obbligo Deontologico di mettere in pratica le nuove conoscenze e competenze per offrire un&#8217;assistenza qualitativamente utile.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">La Commissione Nazionale per la formazione continua ha stabilito che ogni Operatore Sanitario deve acquisire 150 i crediti formativi utili per il triennio 2011/2013 (50 crediti/anno &#8211; minimo 25 e massimo 75), con uno “sconto” di 10 crediti formativi l’anno in favore dei virtuosi. Cioè di coloro che negli ultimi tre anni (triennio 2008/2010) accumulano almeno 90 crediti formativi.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Il programma nazionale di ECM riguarda <strong>tutto il personale sanitario</strong>, medico e non medico, dipendente o libero professionista, operante nella sanità, sia privata che pubblica.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">La nostra società avvalendosi dell’ accreditamento con l’Ente Paritetico Bilaterale Nazionale per la Formazione può rilasciare questi crediti.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">L’Ente Paritetico Bilaterale Nazionale per la Formazione è riconosciuto dal Ministero della Sanità quale Provider a carattere nazionale per la realizzazione, somministrazione, progettazione, formazione e per il rilascio dei crediti ECM nel settore sanitario sia tramite <a href="http://www.laborsecurity.it/corsi-ecm-in-aula/" >eventi residenziali</a> ovvero corsi in aula sia tramite <a href="http://www.laborsecurity.it/corsi-ecm-online/" >corsi in modalità F.A.D.</a><span style="color: #ffffff;">(</span>Accreditamento n° 675 del 24/02/11 e autorizzata a rilasciare crediti ECM nel settore della sanità)</span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span style="color: #ff0000;">A chi sono rivolti</span></strong></span></h2>
<p><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">Il programma nazionale di ECM riguarda <strong>tutto il personale sanitario</strong>, medico e non medico, dipendente o libero professionista, operante nella sanità, sia privata che pubblica.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">Le professioni sanitarie e le arti ausiliarie riconosciute dal Ministero della salute sono le seguenti:</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>PROFESSIONI SANITARIE</strong></span></p>
<table style="width: 95%;" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Professione</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Principali rif. normativi</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Farmacista</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D. Lgs. 08.08.1991, n. 258 (G.U. 16.08.1991, n. 191)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Medico chirurgo</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D. Lgs. 17.08.1999, n. 368 (G.U. 23.10.1999, n. 250, S.O.)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Odontoiatra </strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">L. 24.07.1985, n. 409 (G.U.13.08.195, n. 190, S.O.)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Veterinario</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">L. 08.11.1984, n. 750 (G.U. 10.11.1984, n. 310)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Psicologo &#8211; Psicoterapeuta</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">L. 18.02.1989, n. 56 (G.U. 24.02.1989, n.46)</span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" width="99%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">Altri riferimenti normativi:</span></p>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">T.U. delle leggi sanitarie del 1934;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 28.11.2000, Determinazione delle classi delle lauree universitarie specialistiche, pubblicato nella G. U. 23.01.2001 n.18, S.O.</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">Direttiva comunitaria 2005/36 del 07.09.2005</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.L.vo 09.11.2007 n. 206</span></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="39%">
<p align="center"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Professione</strong></span></p>
</td>
<td width="59%">
<p align="center"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Principali rif. normativi</strong></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" width="99%">
<p style="text-align: left;" align="center"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>PROFESSIONI SANITARIE INFERMIERISTICHE E PROF. SANITARIA OSTETRICA</strong></span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Infermiere</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 739 (G.U. 09.01.1995, n. 6)</span><br />
<span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"> Direttive comunitarie 77/452/CEE e 77/453/CEE</span><br />
<span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"> L. 18.12.1980, n. 905 (G.U. 31.12.1980, n. 356)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Ostetrica /o</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 740 (G.U. 09.01.1995, n. 6)</span><br />
<span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"> Direttive comunitarie 80/154/CEE e 80/155/CEE</span><br />
<span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"> L. 13.06.1985, n. 296 (G.U. 22.06.1985, n. 146)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Infermiere Pediatrico</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 17.01.1997, n. 70</span><br />
<span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"> (G.U. 27.03.1997, n. 72)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Professioni sanitarie riabilitative </strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Principali rif. normativi</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Podologo</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 666 (G.U. 03.12.1994, n. 283)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Fisioterapista</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 741 (G.U. 09.01.1995, n. 6)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Logopedista</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 742 (G.U. 09.01.1995, n. 6)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Ortottista – Assistente di Oftalmologia</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 743 (G.U. 09.01.1995, n. 6)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Terapista della Neuro e Psicomotricità dell&#8217;Età Evolutiva</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 17.01.1997, n. 56 (G.U. 14.03.1997, n. 61)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Tecnico Riabilitazione Psichiatrica</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 29.03.2001, n.182 (G.U. 19.05.2001, n.115)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Terapista Occupazionale</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 17.01.1997, n. 136 (G.U. 25.05.1997, n. 119)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Educatore Professionale</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 08.10.1998, n.520 (G.U. 28.04.1999, N. 98)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Professioni tecnico sanitarie </strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Principali rif. normativi</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" width="99%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Area Tecnico &#8211; diagnostica</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Tecnico Audiometrista</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 667 (G.U. 03.12.1994, n. 283)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 745 (G.U. 09.01.1995, n. 6)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Tecnico Sanitario di Radiologia Medica</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 746 (G.U. 09.01.1995, n. 6)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Tecnico di Neurofisiopatologia</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 15.03.1995, n. 183 (G.U. 20.05.1995, n. 116)</span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" width="99%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Area Tecnico – assistenziale</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Tecnico Ortopedico</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 665 (G.U. 03.12.1994, n. 283)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Tecnico Audioprotesista</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 668 (G.U. 03.12.1994, n. 283)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Tecnico della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 27.07.1998, n. 316 (G.U. 01.09.1998, n. 203)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Igienista Dentale</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 15.03.1999, n. 137 (G.U. 18.05.1999, n. 114)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Dietista</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 14.09.1994, n. 744 (G.U. 09.01.1995, n. 6)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Professioni tecniche della prevenzione </strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Principali rif. normativi</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Tecnico della Prevenzione nell&#8217;Ambiente e nei Luoghi di Lavoro</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 17.01.1997, n. 58 (G.U. 14.03.1997, n. 61)</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="39%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Assistente Sanitario</strong></span></td>
<td width="59%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 17.01.1997, n. 69 (G.U. 27.03.1997, n. 72)</span></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" width="99%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">Altri riferimenti normativi:</span></p>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D. Lgs. 02.05.1994, n. 319;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D. Lgs. 27.01.1992, n. 115;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">Art. 6, comma 3, D. Lgs 30.12.1992, n. 502 e successive modifiche ed integrazioni;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">L. 10.08.2000, n. 251;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">L 26.02.1999, n. 42;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">L. 08.01.2002, n.1;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 29.03.2001, Definizione delle figure professionali, ecc., pubblicato nella G. U. 23.05.2001, n. 118;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M. 02.04.2001 , Determinazione delle classi delle lauree specialistiche universitarie delle professioni sanitarie, pubblicato sul S. O. n.136, G.U. 05.06.2001, n.128.</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">Direttive comunitarie 89/48 CEE, 92/51/CEE e 2001/19/CE</span></li>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>ARTI AUSILIARIE DELLE PROFESSIONI SANITARIE</strong></span></p>
<table style="width: 95%;" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="60%"><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Professione</strong></span></td>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Principali rif. normativi</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Massaggiatore capo bagnino stabilimenti idroterapici</strong></span></td>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">R.D.31.05.1928, n. 1334, art. 1.</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Ottico</strong></span></td>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">R.D.31.05.1928, n. 1334, art. 12.</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Odontotecnico</strong></span></td>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">R.D.31.05.1928, n. 1334, art. 11.</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Puericultrice</strong></span></td>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">L. 19 luglio 1940, n. 1098</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">Altri riferimenti normativi:</span></p>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M 28.10.1992, pubblicato nella G.U. 11.11.1992, n. 266;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">D.M 23.04.1992, pubblicato nella G.U. 18.06.1992, n. 142.</span></li>
</ul>
</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>ALTRE FIGURE</strong></span></p>
<table style="width: 95%;" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Professione</strong></span></td>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Principali rif. normativi</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;"><strong>Operatore socio-sanitario</strong></span></td>
<td><span style="background-color: #ffffff; color: #000000;">Acc. Stato – Regioni 22.02.2001 G.U. 19.04.2001, n. 91</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2 style="text-align: center;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong> </strong><strong><span style="color: #ff0000;">Esoneri</span><br />
</strong></span></h2>
<p><span style="background-color: #ffffff;">E&#8217; esonerato dall&#8217;obbligo dell&#8217; ECM il <strong>personale sanitario che frequenta</strong>, in Italia o all&#8217;estero, <strong>corsi di formazione post-base</strong> propri della categoria di appartenenza (corso di specializzazione, dottorato di ricerca, master, corso di perfezionamento scientifico e laurea specialistica, corso di formazione specifica in medicina generale, formazione complementare, corsi di formazione e di aggiornamento professionale) per tutto il periodo di formazione (anno di frequenza). Sono esonerati, altresì, dall&#8217;obbligo ECM i soggetti che usufruiscono delle disposizioni in materia di <strong>tutela della gravidanza. </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600; background-color: #ffffff;"><strong>In quale percentuale devono essere acquisiti i crediti formativi?</strong></span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><em>“La Commissione Nazionale non ha stabilito limiti in percentuale per acquisire crediti formativi utilizzando le diverse tipologie formative: residenziale, FAD<strong>&#8220;Formazione a distanza&#8221;</strong>, FSC<strong>.&#8221;Formazione sul campo&#8221;</strong> Unico limite percentuale riguarda gli <strong>Infermieri Professionali</strong> che possono acquisire con tipologia <strong>FAD fino al 60% dei crediti formativi”</strong></em></span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="background-color: #ffffff;"><strong><span style="color: #ff0000;">Crediti formativi per il triennio 2011-2013</span></strong></span></h2>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><em>La Commissione Nazionale per la formazione continua ha stabilito </em>che ogni Operatore Sanitario deve acquisire <strong><em>150 i crediti</em></strong><em> formativi utili per il <strong>triennio 2011/2013</strong></em> <strong>(50 crediti/anno &#8211; minimo 25 e massimo 75)</strong><em>, con uno “sconto” di 10 crediti formativi l’anno in favore dei virtuosi. Cioè di coloro che negli ultimi tre anni (triennio 2008/2010) accumulano almeno <strong>90 crediti formativi.</strong></em></span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Il programma nazionale di ECM riguarda <strong>tutto il personale sanitario</strong>, medico e non medico, dipendente o libero professionista, operante nella sanità, sia privata che pubblica.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laborsecurity.it/i-corsi-ecm-educazione-continua-in-medicina/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Novità nella formazione in materia di sicurezza</title>
		<link>http://www.laborsecurity.it/novita-nella-formazione-in-materia-di-sicurezza/</link>
		<comments>http://www.laborsecurity.it/novita-nella-formazione-in-materia-di-sicurezza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo molti mesi finalmente il 21 dicembre 2011 è stato siglato l’accordo Stato‐Regioni che disciplina la durata, i contenuti minimi, le modalità della formazione ed aggiornamento dei datori di lavoro, lavoratori e lavoratrici, dirigenti e preposti ai sensi dell’art. 37 &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/novita-nella-formazione-in-materia-di-sicurezza/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2012/01/imm-formazione_lavoro2.jpg" rel="lightbox[4383]" title="imm-formazione_lavoro"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4390" title="imm-formazione_lavoro" src="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2012/01/imm-formazione_lavoro2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="background-color: #ffffff;">Dopo molti mesi finalmente il 21 dicembre 2011 è stato siglato <em>l’accordo Stato‐Regioni che disciplina la durata, i contenuti minimi, le modalità della formazione ed aggiornamento dei datori di lavoro, lavoratori e lavoratrici, dirigenti</em> e preposti ai sensi dell’art. 37 del D. Lgs. n. 81/2008.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Questi gli accordi approvati :</span></p>
<ul>
<li><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2010/10/ACCORDO-STATO-REGIONI-DATORI-DI-LAVORO-RSPP1.pdf">accordo per la FORMAZIONE di Datori di lavoro/RSPP</a>, <span style="background-color: #ffffff;">ai sensi dell&#8217;art. 34 del D.Lgs. 81/2008. L’accordo disciplina i contenuti e le articolazioni e le modalità di espletamento del percorso formativo e dell’aggiornamento per il datore di lavoro che intende svolgere, nei casi previsti dal decreto stesso, i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.</span></li>
<li><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2010/10/ACCORDO-STATO-REGIONI-LAVORATORI-DIRIGENTI-PREPOSTI.pdf">accordo per la FORMAZIONE di: Dirigenti, Preposti e Lavoratori,</a><span style="background-color: #ffffff;"> ai sensi dell&#8217;art. 37, commi 2 e 7 del D.Lgs. 81/2008. L’accordo disciplina la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione, nonché dell’aggiornamento, dei lavoratori e delle lavoratrici come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera a), dei preposti e dei dirigenti, nonché la formazione facoltativa dei soggetti di cui all’articolo 21, comma 1, del medesimo D.Lgs. n. 81/08.</span></li>
</ul>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Vi riportiamo una sintesi dei punti più importanti e delle novità dell’accordo.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Tutte <strong>le aziende saranno suddivise in tre  fasce di rischio</strong> secondo una classificazione basata sull’appartenenza dei diversi settori Ateco:</span></p>
<ul>
<li><strong>Alto rischio</strong></li>
<li><strong>Medio rischio</strong></li>
<li><strong>Basso rischio</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2010/10/ACCORDO-STATO-REGIONI-DATORI-DI-LAVORO-RSPP1.pdf">L’Accordo sui Datori di Lavoro per lo svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione</a></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Per i </span><strong>Datori di Lavoro</strong><span style="background-color: #ffffff;"> i corsi vengono suddivisi  articolandoli in tre diversi livelli di rischio (basso, medio, alto)</span></p>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff;">basso (durata minima di 16 ore);</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">medio (32 ore);</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">alto (48 ore).</span></li>
</ul>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Il loro </span>programma<span style="background-color: #ffffff;"> suddiviso in quattro moduli: normativo, gestionale, tecnico, relazionale:</span></p>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff;">MODULO 1: NORMATIVO – giuridico (<em>anche online)</em></span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">MODULO 2: GESTIONALE – gestione ed organizzazione della sicurezza (<em>anche online)</em></span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">MODULO 3: TECNICO – individuazione e valutazione dei rischi</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">MODULO 4: RELAZIONALE – formazione e consultazione dei lavoratori</span></li>
</ul>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Al termine del percorso formativo, previa la frequenza delle 90% delle ore previste dalla formazione verrà effettuata una prova di verifica da effettuarsi con colloquio oppure test.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Per quanto riguarda invece l’aggiornamento esso sarà  quinquennale e la durata dipende dall’appartenenza alle diverse <em>classi di rischio</em>:</span></p>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Basso rischio</strong> – 6 ore</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Medio rischio</strong> – 10 ore</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;"><strong>Alto rischio</strong>– 14 ore</span></li>
</ul>
<p align="center"><span style="background-color: #ffffff;">L’obbligo di aggiornamento va preferibilmente distribuito nell’arco temporale dei cinque anni</span></p>
<p align="center"><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2010/10/ACCORDO-STATO-REGIONI-DATORI-DI-LAVORO-RSPP1.pdf">L’Accordo per la formazione dei Lavoratori,Preposti e Dirigenti</a></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">L’Accordo prevede per tutti i </span><strong>Lavoratori</strong><span style="background-color: #ffffff;"> un percorso formativo articolato in due momenti. Una Formazione Generale, di base, uguale ed obbligatoria per tutti i lavoratori di tutti i settori della attività economiche ed una successiva Formazione Specifica.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">La Formazione Specifica, a sua volta, è articolata in corsi con ore definite per la classe di rischio in cui si presta la propria attività  (rischio basso, medio ed alto).</span></p>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff;">4 ore di Formazione Generale + 4 ore di Formazione Specifica per i settori della classe di<strong> rischio basso: TOTALE 8 ore</strong></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff;"><strong> </strong>4 ore di Formazione Generale + 8 ore di Formazione Specifica per i settori della classe di<strong> rischio medio: TOTALE 12 </strong></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff;"><strong> </strong>4 ore di Formazione Generale + 12 ore di Formazione Specifica per i settori della classe di<strong> rischio alto: TOTALE 16 ore</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Per i lavoratori, è previsto un aggiornamento quinquennale, con durata minima di 6 ore.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Possono essere previste verifiche annuali sul mantenimento delle competenze acquisite nel pregresso percorso formativo; nell’attesa dell’espletamento dell’aggiornamento di minimo 6 ore quinquennale.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">La formazione del </span><strong>Preposto</strong> <span style="background-color: #ffffff;">è una conseguenza progressiva della formazione dei lavoratori. Infatti la formazione del preposto, in quanto lavoratore, dovrà comprendere la formazione generale e la formazione specifica (corso lavoratori) e, successivamente, una </span><strong>Formazione Particolare</strong><span style="background-color: #ffffff;"> aggiuntiva in relazione ai compiti da lui esercitati in materia di salute e sicurezza sul lavoro.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">La durata minima del modulo per preposti è di 8 ore + ore corso lavoratori.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Contenuti della formazione del Preposto:</span></p>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff;">principali soggetti del sistema di prevenzione aziendale: compiti, obblighi, responsabilità;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">relazione tra i vari soggetti interni ed esterni del sistema di prevenzione;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">definizione e individuazione dei fattori di rischio;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">incidenti e infortuni mancati;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">tecniche di comunicazione e sensibilizzazione dei lavoratori, in particolare neoassunti, somministrati, stranieri;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">valutazione dei rischi dell’azienda, con particolare riferimento al contesto in cui il preposto opera;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">individuazione misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione;</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">modalità di esercizio della funzione di controllo dell’osservanza da parte dei lavoratori delle disposizioni di legge e aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e uso dei mezzi di protezione collettivi e individuali messi a loro disposizione.</span></li>
</ul>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Al termine del percorso formativo, previa la frequenza delle 90% delle ore previste dalla formazione verrà effettuata una prova di verifica da effettuarsi con colloquio oppure test.<br />
Per i preposti, è previsto un aggiornamento quinquennale, con durata minima di 6 ore.<br />
Possono essere previste verifiche annuali sul mantenimento delle competenze acquisite nel pregresso percorso formativo; nell’attesa dell’espletamento dell’aggiornamento di minimo 6 ore quinquennale.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">La formazione dei </span><strong>Dirigenti</strong> <span style="background-color: #ffffff;">sostituisce integralmente quella prevista per i lavoratori ed  è uguale per tutti ed è strutturata in quattro moduli:</span></p>
<ul>
<li><span style="background-color: #ffffff;">MODULO 1: GIURIDICO &#8211; NORMATIVO</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">MODULO 2: GESTIONE ED ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">MODULO 3: INDIVIDUAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI</span></li>
<li><span style="background-color: #ffffff;">MODULO 4: COMUNICAZIONE, FORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI</span></li>
</ul>
<p><span style="background-color: #ffffff;">La durata minima del modulo per dirigenti  è di 16 ore.<br />
Al termine del percorso formativo, previa la frequenza delle 90% delle ore previste dalla formazione verrà effettuata una prova di verifica da effettuarsi con colloquio oppure test.<br />
Per i dirigenti è previsto un aggiornamento quinquennale, con durata minima di 6 ore.<br />
Possono essere previste verifiche annuali sul mantenimento delle competenze acquisite nel pregresso percorso formativo (anche in modalità online), nell’attesa dell’espletamento dell’aggiornamento di minimo 6 ore quinquennale.</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Responsabilità penale addetti antincendio</title>
		<link>http://www.laborsecurity.it/responsabilita-penale-addetti-antincendio/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 17:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[In ogni unità produttiva, si tratti di cantieri, uffici o magazzini, il D. Lgs. 81/08, all’art. 43, prescrive la nomina da parte del datore di lavoro di una squadra di addetti alla gestione delle emergenze. In particolare ci riferiamo agli &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/responsabilita-penale-addetti-antincendio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/11/antincendio-11.jpg" rel="lightbox[3321]" title="antincendio-1"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3325" title="antincendio-1" src="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/11/antincendio-11-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In ogni unità produttiva, si tratti di cantieri, uffici o magazzini, il D. Lgs. 81/08, all’art. 43, prescrive la nomina da parte del datore di lavoro di una squadra di <strong><span style="font-size: large;"><em>addetti alla gestione delle emergenze</em>.</span></strong> In particolare ci riferiamo agli addetti al<span style="background-color: #ffff00; color: #666699;"><a href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-di-primo-soccorso-aziendale/"><span style="background-color: #ffff00; color: #666699;"> <strong>Primo Soccorso Aziendale</strong></span></a></span> e al <strong><span style="background-color: #ffff00;">P</span><span style="background-color: #ffff00;"><a href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-di-primo-soccorso-aziendale/"><span style="background-color: #ffff00;">iano di Evacuazione in caso d’Incendi</span></a></span></strong>, per i quali il decreto ha previsto un’adeguata formazione mediante specifici corsi.</p>
<p>Non essendo <span style="font-size: large;">Vigili del Fuoco</span>, essi sono da considerarsi personale non specializzato e i loro compiti, di conseguenza, saranno limitati all’<em>attuazione di tutte quelle misure utili a <span style="background-color: #ffff00;">prevenire combustioni</span> e a <span style="background-color: #ffff00; color: #333300;">gestire l’emergenze</span></em>, per esempio monitorando l’efficienza delle vie di fuga o utilizzando adeguatamente gli estintori.</p>
<p>Queste figure, come peraltro anche gli  addetti al Primo Soccorso Aziendale, possono agire esclusivamente nell’ambito di un <em>primo intervento in situazioni eccezionali</em>, cercando di valutare l’evento e mettendo in pratica quello che hanno appreso durante i vari corsi di formazione in attesa di soccorsi specifici (nello specifico i vigili del fuoco).</p>
<p>Sono dunque lavoratori come gli altri, che da questi si differenziano per il solo fatto di essere stati<span style="color: #333399;"><em><strong> istruiti adeguatamente per cogliere l’emergenze</strong></em></span> e, nei limiti del possibile, cercare di agire di conseguenza, agendo sempre in sicurezza e non mettendo mai a repentaglio la propria vita.</p>
<p>Detto questo è ovvio che tali figure, attenendosi al ruolo loro indicato dal D. Lgs. 81/08, <strong>non abbiano responsabilità penali,</strong> ma sono come impegno morale nei confronti dei colleghi, al pari, tra l’altro, di ogni comune cittadino.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Responsabilità Penale dell’Addetto al Primo Soccorso Aziendale</title>
		<link>http://www.laborsecurity.it/responsabilita-penale-dell%e2%80%99addetto-al-primo-soccorso-aziendale/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 14:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Soccorso Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Sicurezza sul Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[L’infortunio è, per definizione, un evento fortuito sul luogo di lavoro dal quale scaturisce un danno per l’organismo.  A norma del D. Lgs 81/08, è dovere del datore di lavoro occuparsi delle designazione, e relativa formazione, degli addetti al Primo &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/responsabilita-penale-dell%e2%80%99addetto-al-primo-soccorso-aziendale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/11/corso-primo-soccorso-milano-200x3004.jpg" rel="lightbox[2785]" title="corso-primo-soccorso-milano-200x300"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3229" title="corso-primo-soccorso-milano-200x300" src="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/11/corso-primo-soccorso-milano-200x3004-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’infortunio è, per definizione, un <strong>evento fortuito sul luogo di lavoro dal quale scaturisce un danno per l’organismo</strong>.  A norma del D. Lgs 81/08, è dovere del datore di lavoro occuparsi delle designazione, e relativa formazione, degli <a title="Corsi Primo Soccorso Aziendale Roma" href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-di-primo-soccorso-aziendale/">addetti al Primo Soccorso Aziendale</a>, in quantità variabile proporzionalmente alle dimensioni  e caratteristiche lavorative dell’azienda.</p>
<p>Premesso che, a differenza del Pronto Soccorso, il Primo Soccorso Aziendale<em><strong> è praticato da personale esclusivamente non sanitario</strong></em>, sebbene qualificato attraverso i relativi corsi di formazione, il suo intervento si caratterizzerà per quelle <span style="color: #0000ff;"><em>misure idonee ad evitare comportamenti inopportuni e scorretti</em></span> che potrebbero aggravare la situazione del collega in attesa degli appositi soccorsi. Inoltre, una volta <a title="Corso Primo Soccorso Aziendale Roma" href="http://www.laborsecurity.it/programma-corso-primo-soccorso-roma/">formato</a> ,potrà intervenire nelle emergenze.</p>
<p><em><span style="background-color: #ffff00;">E’ dovere di ogni cittadino, al di là dell’attività che svolge, soccorrere una persona in difficoltà</span></em>, pena una multa o, in casi gravi, persino il carcere, colpevole del reato di “omissione di soccorso” ai sensi dell’art. 593 del codice penale. E’ chiaro che nell’intervenire l’addetto al primo soccorso non deve esagerare nelle misure adottate poiché, non essendo né un medico, né un infermiere, potrebbe causare un danno ancora maggiore al paziente. Questa eventualità è punita con multa o reclusione per via del reato di “abuso della professione”, ai sensi dell’art.348 del codice penale. Va da se che, al di fuori di questa eccezione,<em><span style="color: #3366ff;"> l’intervento del soccorritore è sempre tutelato dal codice penale</span></em> ai sensi dell’art. 54, utilizzando la formula dello “stato di necessità”, che assolve sempre colui il quale abbia compiuto un determinato fatto spinto dall’urgenza e dall’emergenza.</p>
<p style="text-align: left;">In conclusione, l’addetto al Primo Soccorso Aziendale, come peraltro ogni cittadino, non ha responsabilità penale nello svolgimento delle proprie funzioni, ad eccezione dei casi di <em>omissione di soccorso</em> o <span style="color: #003366;"><em>abuso di professione</em></span>, in quanto tutelato dallo <span style="color: #003366;"><em>stato di necessità</em></span>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Responsabilità Penale dell’RLS</title>
		<link>http://www.laborsecurity.it/esiste-una-responsabi/</link>
		<comments>http://www.laborsecurity.it/esiste-una-responsabi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 17:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Obblighi del Datore di Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Sicurezza sul Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sorveglianza Sanitaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha un ruolo essenzialmente rappresentativo, in quanto rappresenta i lavoratori nell’ambito delle attività finalizzate alla sicurezza sul luogo in cui lavora (valutazione dei rischi, riunioni periodiche, ecc.). Le sue attribuzioni, perciò, sono principalmente &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/esiste-una-responsabi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/10/rls-12.jpg" rel="lightbox[2651]" title="rls (1)"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3222" title="rls (1)" src="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/10/rls-12-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <strong><a title="RLS" href="http://www.laborsecurity.it/compiti-rsl-rappresentante-sicurezza-lavoratori/">rappresentante dei lavoratori per la sicurezza</a></strong> ha un ruolo essenzialmente rappresentativo, in quanto rappresenta i lavoratori nell’ambito delle attività finalizzate alla sicurezza sul luogo in cui lavora (<a title="Valutazione Rischi Lavorativi Roma" href="http://www.laborsecurity.it/valutazione-rischi-lavorativi/">valutazione dei rischi</a>, <a title="Riunione Periodica" href="http://www.laborsecurity.it/riunione-periodica/">riunioni periodiche</a>, ecc.). Le sue attribuzioni, perciò, sono principalmente di <strong>carattere consultivo e  di vigilanza</strong> circa il rispetto delle norme da pparte del datore di lavoro , ma  non di controllo come il preposto o il datore .</p>
<p>Egli, quindi, potrà ricordare ai  <a title="Dirigente e Preposto" href="http://www.laborsecurity.it/compiti-del-preposto/">responsabili  dell’Azienda</a>  i loro doveri in tema di sicurezza ed eventuali provvedimenti a cui andrebbero incontro in caso d’inadempienze ma <strong>non sarà mai responsabile penalmente di eventuali negligenze</strong>.<br />
Al di là del fatto che un’eventuale responsabilità giudiziaria dell’RLS rischierebbe di disincentivare un dipendente ad assumere quest’incarico, è la natura stessa di un<em> ruolo consultivo</em> a indicare che le scelte vadano poi prese da altre persone, che ne risponderanno, eventualmente, in sede penale.</p>
<p>Detto questo, è ovvio che, <em><span style="background-color: #ffff00;">data la delicatezza dei problemi da risolvere e l’alto numero d’infortuni sul lavoro, egli abbia comunque un dovere etico e politico nei confronti dei lavoratori e dell’Azienda</span></em> .</p>
<p>Per tale motivo questo compito dovrà essere svolto da una persona informata e preparata sulla<em> <a title="Corsi RLS Roma" href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-per-rappresentante-sicurezza-lavoratori-rls/">normativa in tema di sicurezza sul lavoro</a></em>.</p>
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		<title>Novità in tema di Prevenzione Antincendio</title>
		<link>http://www.laborsecurity.it/novita-in-tema-di-prevenzione-antincendio/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 11:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione Antincendio]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Sicurezza sul Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[In virtù del D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 (entrato in vigore il 7 ottobre 2011)  è possibile avere un quadro chiaro e aggiornato delle misure che un’azienda deve adottare in tema di prevenzione incendi. Le attività sottoposte ad appositi &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/novita-in-tema-di-prevenzione-antincendio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/10/cartelli-antincendio-luminescenti-450-015.gif" rel="lightbox[2592]" title="cartelli-antincendio-luminescenti-450-015"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3231" title="cartelli-antincendio-luminescenti-450-015" src="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/10/cartelli-antincendio-luminescenti-450-015-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>In virtù del D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 (entrato in vigore il 7 ottobre 2011)  è possibile avere un quadro chiaro e aggiornato delle misure che un’azienda deve adottare in tema di <strong><a href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-di-prevenzione-antincendio/">prevenzione incendi</a></strong>.</p>
<p>Le attività sottoposte ad appositi controlli sono suddivise in tre categorie (basso, medio, alto), classificate in base alla <em><a href="http://www.laborsecurity.it/le-principali-cause-d%e2%80%99incendio/">gravità del rischio </a>e alla complessità delle norme e della gestione tecnica</em>. Nella prima categoria, per esempio, fa parte un’autorimessa, della seconda un locale per la vendita al dettaglio, del terzo una struttura sanitaria con più di 100 pazienti (es. una casa di riposo).</p>
<p>Il decreto ha reso esenti da controlli preventivi alcune categorie prima assoggettate (es. depositi superiori ai 1000 mq che non contengano materiali particolarmente infiammabili) e ne ha inserite altre prima esenti (es. campeggi), utilizzando spesso come parametro il grado di affollamento del luogo stesso.</p>
<p>Ulteriori novità in tema di semplificazione sono poi riscontrabili nella possibilità di risparmiare tempo svolgendo alcune prassi burocratiche per via telematica (es. inviare documentazione tecnica) o la possibilità per un cantiere aperto di richiedere al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco <strong>una verifica e una valutazione dell’attuazione delle norme antincendio</strong> anche in corso d’opera, per non interrompere i lavori in attesa di ulteriori accertamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un socio lavoratore può diventare RLS aziendale?</title>
		<link>http://www.laborsecurity.it/un-socio-lavoratore-puo-diventare-rls-aziendale/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 17:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Obblighi del Datore di Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabile Lavoratori Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un quesito che in tanti si pongono, soprattutto nelle piccole imprese, riguarda la possibilità che un socio lavoratore ricopra la funzione di Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nella propria azienda. Il Decreto 81/08 esclude questa possibilità solo per l&#8217;RSPP, consentendo di &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/un-socio-lavoratore-puo-diventare-rls-aziendale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un quesito che in tanti si pongono, soprattutto nelle piccole imprese, riguarda la possibilità che un socio lavoratore ricopra la funzione di <strong><a href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-per-rappresentante-sicurezza-lavoratori-rls/">Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza</a> (RLS)</strong> nella propria azienda.</p>
<p>Il<a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2010/10/decreto-legislativo-81-08-testo-unico-sicurezza-lavoro.pdf"> Decreto 81/08</a> esclude questa possibilità solo per l&#8217;RSPP, consentendo di svolgere questa funzione a tutti gli altri. Tuttavia possiamo provare a dare una risposta al nostro interrogativo anche partendo dalla regola che prevede che l’RLS, nelle aziende con meno di 15 dipendenti, debba essere<strong> eletto dai lavoratori</strong>. Partendo da questa premessa, non è scontato che il socio lavoratore venga eletto ma anche laddove lo fosse, certo non sarebbe una soluzione ottimale per i dipendenti. Infatti, sebbene il decreto non lo vieti esplicitamente, sarebbe inopportuno che chi deve rappresentare i lavoratori, e tutelarli contro le eventuali negligenze di chi gestisce l’azienda, sia proprio uno di coloro che gestiscono l’azienda.</p>
<p>In conclusione, dal punto di vista strettamente formale è possibile. Riguardo i principi ispiratori del <a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2010/10/decreto-legislativo-81-08-testo-unico-sicurezza-lavoro.pdf">Decreto81/08</a>, sarebbe quantomeno inopportuno.</p>
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		<title>Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale</title>
		<link>http://www.laborsecurity.it/rappresentante-per-la-sicurezza-territoriale/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi sicurezza lavorativa Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Obblighi del Datore di Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabile Lavoratori Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Sicurezza sul Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale è una figura che viene utilizzata dalle aziende nei casi in cui non abbiano già provveduto ad eleggere, o designare, un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza al loro interno. Come, dove &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/rappresentante-per-la-sicurezza-territoriale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/10/rls-foto.jpg" rel="lightbox[2558]" title="rls foto"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4037" title="rls foto" src="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/10/rls-foto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <strong>rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale</strong> è una figura che viene utilizzata dalle aziende nei casi in cui non abbiano già provveduto ad eleggere, o designare, un <a title="rls" href="http://www.laborsecurity.it/rls-normativa/">rappresentante dei lavoratori per la sicurezza </a>al loro interno. Come, dove e quando sia eletto, o designato, lo stabiliscono gli <strong>accordi collettivi</strong> nazionali, interconfederali o di categoria.</p>
<p>Tutte le aziende coinvolte nella designazione di questa figura professionale partecipano ad un apposito fondo, costituito presso l’<strong>INAIL </strong>(Istituto Nazionale per l&#8217;Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), finanziato da un contributo aziendale pari a 2 ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato presso l’azienda o l’unità produttiva.</p>
<p>Per svolgere il proprio compito ha il <em>diritto e il dovere di accedere ai luoghi di lavoro</em>, così come previsto da uno specifico regolamento. Laddove tale accesso gli venga impedito, può rivolgersi all’organismo paritetico o, in mancanza, all’organo di vigilanza territorialmente competente.</p>
<p>Al fine di acquisire adeguate competenze su controllo e prevenzione dei rischi nei luoghi in cui opera, inoltre, egli ha diritto ad una specifica <a title="corso rls" href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-per-rappresentante-sicurezza-lavoratori-rls/">formazione</a>, incentrata sulle <em>principali questioni tecniche e sanitarie in tema di sicurezza sul lavoro</em>.</p>
<p>L’esercizio di queste funzioni, infine, è incompatibile con l’esercizio di altre funzioni sindacali operative.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nomina RLS</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 16:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministrazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi sicurezza lavorativa Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Obblighi del Datore di Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabile Lavoratori Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Sicurezza sul Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è una figura presente in tutte le aziende o unità produttive e viene inserito nell&#8217;organico aziendale attraverso elezione o designazione. La differenza è nel numero di dipendenti: fino a 15 lo eleggono direttamente i lavoratori (se non lo eleggono &#8230; <a href="http://www.laborsecurity.it/nomina-rls/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/09/sicurezza_sul_lavoro2.jpg" rel="lightbox[2522]" title="sicurezza_sul_lavoro"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3217" title="sicurezza_sul_lavoro" src="http://www.laborsecurity.it/wp-content/uploads/2011/09/sicurezza_sul_lavoro2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <strong><a title="rls" href="http://www.laborsecurity.it/corsi-di-formazione-roma/corsi-per-rappresentante-sicurezza-lavoratori-rls/">rappresentante dei lavoratori per la sicurezza </a></strong>è una figura presente in<a title="aziende" href="http://www.laborsecurity.it/quali-aziende-debbono-nominare-e-formare-il-r-l-s/"> tutte le aziende </a>o unità produttive e viene inserito nell&#8217;organico aziendale attraverso elezione o designazione. La differenza è nel numero di dipendenti: fino a 15 lo eleggono direttamente i lavoratori (se non lo eleggono assume l&#8217;incarico il rappresentante per la sicurezza territoriale); laddove siano più di 15 è designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda, se presenti.</p>
<p>Quanti siano, come vengano eletti o designati, quanto debbano lavorare per svolgere al meglio i propri compiti, è stabilito in sede di contrattazione collettiva, solitamente in corrispondenza della <strong>giornata nazionale per la salute e <a title="sicurezza sul lavoro" href="http://www.laborsecurity.it/category/sicurezza-sul-lavoro/">sicurezza sul lavoro</a></strong>, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentite le confederazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori più rappresentative sul piano nazionale.</p>
<p>Se non disposto diversamente, la ripartizione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza avviene come segue: per le aziende o unità produttive <strong>fino a 200 </strong>dipendenti: 1 rappresentante; da <strong>201 a 1000 </strong>dipendenti: 3 rappresentanti; per le aziende o unità produttive che occupino <strong>più di 1000 </strong>lavoratori: 6 rappresentanti.</p>
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